Sono 1.494 i nuovi casi di coronavirus in Italia, secondo l'ultimo bollettino del ministero della Salute: un dato che fa salire il numero degli attualmente positivi in Italia a 50.323. Ed è la prima volta che accade da fine maggio. Nel nostro Paese è iniziata la seconda ondata di coronavirus? "In realtà non è mai finita la prima. Abbiamo appiattito la curva ma tecnicamente l'azzeramento non è mai avvenuto. E ora, dopo i comportamenti estivi e il freddo, il virus è ripartito", ha detto Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto a SkyTg24. Un fenomeno atteso, ha spiegato l'esperto.

Fatto sta che in vista dei prossimi mesi autunnali le regioni italiane hanno deciso di attrezzarsi da subito, preparandosi al peggio, riaprendo i reparti Covid-19 chiusi durante l'estate e riconvertiti per ospitare pazienti con altre patologie e aumentando i posti letto in terapia intensiva nell'eventualità di una nuova ondata di contagi. Oggi i reparti Covid riaprono i battenti: secondo quanto riporta il Corriere della Sera, le strutture arriveranno progressivamente ad una disponibilità di ben 11mila posti letto in terapia intensiva. Si tratta del 115% in più rispetto a quelli disponibili prima del lockdown.

Riaprono i reparti Covid: la situazione nelle regioni

In Lombardia, la regione più colpita dall'emergenza, sono 17 gli ospedali pronti ad aprire le porte delle terapie intensive ai casi gravi di coronavirus: sette sono già attivi (due in più dell'estate), altri due sono stati allertati. Il piano predisposto dal Pirellone prevede fino a 1.400 posti letto con ossigeno. In Piemonte, invece, a novembre vedrà la luce una nuova struttura con 80 posti, mentre entro il mese di ottobre le aziende ospedaliere comunicheranno alla Regione l'elenco dei reparti Covid operativi.

In Veneto sono nove i Covid hospital già pronti e 840 i posti in terapia intensiva che saranno disponibili entro il 30 ottobre. In Liguria alcuni ospedali sono già in zona rossa. La situazione non è lontanamente paragonabile ai duri mesi della scorsa primavera, ma gli ospedali Galliera e San Martino a Genova stanno riaprendo reparti Covid chiusi ormai da mesi. In Liguria il tasso di ospedalizzazione è pari allo 10,6 ogni 100mila abitanti. La media nazionale è intorno al 4,7. Nessuna emergenza, perché in tutta la regione i ricoverati sono 171 (di questi 18 in terapia intensiva), ma purtroppo stanno crescendo a un ritmo costante.

In Toscana sono cinque i Covid hospital creati per fronteggiare la pandemia. Nel Lazio, dove la regione parla di "fase 6", il protocollo di emergenza prevede l'attivazione di 261 posti di terapia intensiva e semi-intensiva: con il riassetto sanitario salgono a 1.127 i posti letto totali.

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Come si stanno preparando gli ospedali del Sud

E al Sud? Preoccupa la Campania, dove l'aumento di casi nelle ultime settimane è stato marcato. "O decidiamo di convivere con il Covid e rispettare le regole oppure l'alternativa sarà la progressiva chiusura", ha detto nelle scorse ore il governatore Vincenzo De Luca. I cinque ospedali Covid della Campania sono già operativi; si stanno predisponendo anche "Covid resort" per ospitare i positivi che non hanno spazi per garantire l'isolamento domiciliare. In Puglia, invece, "non è ancora necessario fare convenzioni con strutture private", ha spiegato il neoassessore regionale Pierluigi Lopalco. In Calabria la Regione assicura che in 24 ore la capienza degli ospedali può raddoppiare. 

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