Per descrivere questo 8 marzo abbiamo scelto alcune storie di donne che hanno perso il lavoro. Si tratta di una delle ferite più profonde determinate dal virus perché la disoccupazione dovuta all’impatto del Covid 19 in Italia vede proprio le donne pagare il prezzo più alto.

Ciò significa che le diseguaglianze sociali innescate dalla pandemia aggravano lo squilibrio di genere ai danni delle donne nel nostro Paese. Con una serie di ricadute negative che investono ogni aspetto della vita nazionale e costituiscono una seria ipoteca sulla possibile ricostruzione. Da qui il bisogno di cercare soluzioni capaci di rafforzare la fabbrica sociale del Paese partendo dal rispetto dei diritti delle donne.

Non si tratta solo di lavoro ma più in generale di garantire pari dignità e sicurezza a tutti i cittadini senza alcuna differenza. Neanche di genere. Come recita l’articolo 3 della Costituzione repubblicana. Perché i diritti delle donne sono i diritti di tutti. Se vengono violati siamo tutti più deboli, se vengono rispettati siamo tutti più forti.

Ecco perché spetta ad ognuno di noi, nella nostra vita quotidiana, dare un contributo concreto per riuscire a fare la differenza. Solo se ognuno di noi, dentro di sé, farà propria la parità di genere questa si affermerà nel nostro Paese. E ciò significa anche saper alzare la voce quando si è testimoni di ogni sorta di abusi, molestie e violenze. Perché l’intolleranza e le aggressioni contro le donne — di qualsiasi tipo ed entità siano — ci rendono tutti più deboli e violano i principi su cui la Repubblica è nata.