Italy

A scuola solo con tampone e certificato: circolare del ministero. Genitori perplessi

Il controllo della temperatura a mamme e bimbi Ansa/Matteo Corner

ROMA – Fa discutere la nuova circolare del ministero che impone, in presenza di sintomi sospetti, fra cui oltre 37,5 gradi di febbre, che il pediatra o il medico famiglia richiedano tempestivamente il test diagnostico per la diagnosi di Covid-19 a studenti e operatori scolastici. E serve la comunicazione al Dipartimento di prevenzione, o al servizio preposto sulla base dell’organizzazione regionale.

Tutto questo è previsto dal ministero della Salute nella nuova circolare della Direzione generale della Prevenzione sanitaria, che traccia gli scenari più frequenti rispetto al verificarsi di casi e focolai di Covid-19 nelle scuole e dà le indicazioni sia per il contenimento dell’epidemia che per garantire la continuità in sicurezza delle attività didattiche ed educative. In caso di sintomi sospetti, dunque, deve essere sempre tempestivamente eseguito il tampone o, quando disponibili, altri test per la diagnosi di Covid-19 in studenti, insegnanti e operatori scolastici, che – sottolinea la circolare – hanno una corsia preferenziale.

Nel testo vengono descritti quattro scenari, che concorrono a definire un ‘caso sospetto, anche sulla base della valutazione del medico curante e cioè se un alunno presenta un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5 gradi C o sintomatologia compatibile con Covid-19 a scuola o a casa, e se un operatore scolastico presenta un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5 gradi C o sintomatologia compatibile con Covid-19 a scuola o al proprio domicilio. Il pediatra o il medico richiedono il test diagnostico, il
Dipartimento di prevenzione, o il servizio preposto sulla base dell’organizzazione regionale, provvede all’esecuzione. Se il caso di
Covid-19 viene confermato, il Dipartimento si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti.

Dopo la conferma di avvenuta guarigione, con l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore, l’uno dall’altro, risultati negativi, il
pediatra o il medico di famiglia rilasciano l’attestazione di nulla osta all’ingresso o al rientro in comunità. In caso, invece, di patologie diverse da Covid-19, con tampone negativo, l’alunno o l’operatore rimarranno comunque a casa fino a guarigione clinica, seguendo le indicazioni del pediatra o del medico che redigerà una attestazione che il soggetto può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per Covid-19, come disposto da documenti nazionali e regionali.

Morale? E’ scattata la protesta dei genitori. Basteranno pochi colpi di tosse, in classe, per far scattare l’allarme. O richiedere al volo lo scanner per misurare la febbre. E qualcuno arriva a fare la provocazione: i ragazzi saranno obbligati a non tossire. Per evitare l’avvio del complicato iter.

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