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Addio a Silvano Franzil guidò la “Forti e liberi”

UDINE. Per anni è stato un punto di riferimento per i quartieri di San Domenico e del Villaggio del Sole. Tutti sapevano chi era Silvano, tutti conoscevano il suo distributore di carburanti così come la sua passione per il mondo del pallone.

E tutti sapevano come dietro a quella scorza da burbero tipica delle genti friulane, si nascondesse un cuore colmo di generosità e altruismo. Silvano Franzil, 84 anni, è morto lunedì nella sua abitazione, dove viveva da solo dopo la morte della moglie Enrica, avvenuta nel 1997. A trovarlo senza vita è stato uno dei suoi figli, Cristina (l’altro si chiama Gianluca).


Si è trattato di una morte naturale, anche se la figlia imputa comunque la colpa alla pandemia: «Non è mancato a causa della positività al virus, ma per la solitudine a cui questa emergenza ha costretto chi viveva da solo.

Nei momenti di lockdown l’isolamento si è accentuato e per uno come lui, da sempre abituato a stare in compagnia è stato un duro colpo. Si è spento piano piano».

Nato a Udine nel 1937, gli anni dell’adolescenza, Franzil, li ha trascorsi in borgo Grazzano. Fin da ragazzino ha sviluppato la passione per il calcio, che con il passare degli anni ha cercato di trasmettere alle nuove generazioni. Ha guidato la società calcistica “Forti e Liberi”, oggi confluita nel “Libero Atletico Rizzi”.

«Franzil è stato un pilastro del movimento calcistico cittadino – ricorda commosso l’attuale presidente del sodalizio, Elio Moretti –. Ha fatto tanto per lo sport. Questa perdita ci colpisce in modo particolare».

Dal punto di vista lavorativo, Franzil era conosciuto per aver gestito per tutta una vita il distributore Agip di viale Leonardo da Vinci (oggi era pensionato). «Si è sempre messo a disposizione degli altri – aggiunge la figlia Cristina – e ricordo bene il rapporto che aveva con don Emilio de Roja, con decine di ragazzi della sua comunità che sono stati assunti nel distributore, soprattutto nei mesi estivi. C’era un bel rapporto di amicizia tra loro e una grande fiducia reciproca».

Un distributore che aveva anche un ruolo sociale, come ricorda l’amico Claudio Visentini: «Aveva fatto di quel luogo un posto di ritrovo, più di un bar, più di un’osteria, più di un club. Si andava a fare benzina, a lavare l’auto ma, soprattutto, si andava a vivere, a ricordare.

Là in via Leonardo da Vinci, all’ingresso di San Domenico e del Villaggio del Sole, lui ti accoglieva alle volte burbero, alle volte sorridente, ma sempre pronto a darti una mano, a farsi partecipe delle tue difficoltà». Dai racconti di chi lo frequentava, emerge il ritratto di una persona capace di intercettare i bisogni di quartieri popolari quali erano San Domenico e Villaggio del Sole.

L’ultimo saluto a Silvano Franzil sarà celebrato domani alle 15.30 nella chiesa di San Domenico al Villaggio del Sole, da don Francesco Saccavini, amico di famiglia. 

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