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Alcuni giovani si riuniscono in cantina? L'appello dei vigili del fuoco: ''Una birra vale il rischio di contagiare genitori, fratelli e nonni? Non siate irresponsabili''

CLES. "Arrivati a questo punto, dopo tanti giorni di isolamento sociale, sarebbe da irresponsabili vanificare tutto solo per una birra in compagnia". Così Tiziano Brunellicomandante dei vigili del fuoco di Cles in una riflessione su Facebook che invita i concittadini a tenere duro e avere pazienza per riprendere quanto prima una normale quotidianità.

Nel caso specifico del centro abitato della val di Non sono 15 le persone positive a Covid-19 ma questo è un discorso che può essere allargato a tutto il Trentino. Gli ultimi aggiornamenti di Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari indicano 2.001 positivi, 65 pazienti in terapia intensiva e 74 decessi.

La larga maggioranza della cittadinanza si è dimostrata responsabile nel seguire le direttive delle autorità, questo a fronte di quei cittadini che però sono stati "pizzicati" a non rispettare purtroppo le regole. Un comportamento che rischia di allungare la coda dell'epidemia e produrre nuovi casi, soprattutto nella cerchia familiare.

Oltre agli enormi sforzi nelle strutture sanitarie, il sistema di Protezione civile, compreso forze dell'ordine e pompieri, è stato chiamato a rimodulare l'organizzazione per evitare la diffusione del contagio, tanto che per esempio i corpi di Vermiglio e Canazei possono operare esclusivamente in solitaria. Non solo, i vigili del fuoco scendono in strada per ricordare il rispetto delle norme attualmente in vigore per fronteggiare il coronavirus.

Nonostante tutto, qualcuno però non sembra rispettare le regole, così il comandante dei vigili del fuoco richiamata la cittadinanza a una maggiore responsabilità. "Mi è giunta voce - spiega - che alcuni giovani del paese avrebbero preso l'abitudine di trovarsi in cantina o all'interno di capannoni per bere birre e per chiacchierare. Permettetemi una riflessione: arrivati a questo punto, dopo tanti giorni di isolamento sociale, il contagio avviene all'interno della cerchia familiare o lavorativa, sarebbe da irresponsabili vanificare tutto solo per una birra in compagnia".

Questi giorni potrebbero segnare, infatti, una prima scadenza dei 14 giorni dopo il blocco del Paese per vedere i primi effetti dei nostri sacrifici. Ma il rischio è quello che per una birra qualcuno possa venire infettato dal coronavirus.

"Non vorrei trovarmi nei panni di chi si vede costretto a iniziare un conto alla rovescia dei giorni passati 'dall'ultima birra bevuta assieme a...' in attesa di eventuali sintomi dell’influenza - conclude il comandante - consapevole di aver rischiato di portare in casa a genitori, fratelli e soprattutto nonni il virus. Solo il minimo rischio che ciò accada vale una birra in compagnia? Dobbiamo avere pazienza, quanto prima ci ritroveremo per prendere un aperitivo, mangiare e bere tutti assieme in allegria. Fate in modo che in quell'occasione ci sia l’allegria e non la commozione nel ricordare un nostro caro, perché questo è il rischio".