Italy

All’inizio dell’autunno 1973 qualcuno uccise Pablo Neruda

Caro Aldo,
il mese di settembre ci ha riproposto il drammatico ricordo del golpe di Pinochet in Cile, l’11 settembre (una data che associamo all’attacco alle Torri gemelle). Ma settembre porta con sé anche l’anniversario della morte di Pablo Neruda. Ho sentito parlare di sospetti sulla sua fine. Lei ritiene davvero possibile che anche lui sia una vittima del regime?
Aurelio Del Monte, Roma

Caro Aurelio,
Ci sono molto più che sospetti nel libro appena pubblicato da Roberto Ippolito, «Delitto Neruda» (Chiarelettere). Il titolo annuncia la conclusione a cui arriva l’autore sulla morte del poeta amato in tutto il mondo. Non è una tesi precostituita, ma il frutto di un’ampia inchiesta internazionale sulla scomparsa del premio Nobel, nella Clínica Santa María di Santiago, appena dodici giorni dopo il golpe di Pinochet. Versione ufficiale: cancro alla prostata. Ma in base alle testimonianze raccolte Pablo Neruda non era un malato terminale; anzi, lavorò fino agli ultimi momenti di vita.
Il batterio Clostridium botulinum, conosciuto come arma biologica, è stato trovato in un molare con la riesumazione disposta per l’inchiesta giudiziaria avviata nel 2011 e ancora aperta. La circonferenza della cintura trovata allacciata al corpo dimostra che Neruda era sovrappeso se non obeso: la cachessia cancerosa, ovvero la denutrizione, indicata nel certificato di morte pertanto è falsa. Ci sono le tracce di un’iniezione nella pancia all’origine della morte repentina; mentre è scomparsa la cartella clinica.
Ippolito apre dunque una pagina di storia sulla quale finora non si è fatto luce. Rodolfo Reyes, nipote di Neruda e rappresentante legale dei familiari, ha definito il libro «un anticipo della verità giudiziaria che in Cile si è voluto nascondere per diversi motivi e interessi». E il 23 settembre, anniversario della morte, la Fundación Internacional Baltasar Garzón in una nota diffusa a Madrid ha raccomandato la lettura di «Delitto Neruda», definendolo «un contributo importante alla ricerca della verità».
Ma perché uccidere Neruda, se era molto amato? Proprio perché molto amato: questa la risposta che suggerisce Ippolito. Il poeta sarebbe partito il giorno successivo per rifugiarsi in Messico. Battagliero politicamente, con la sua popolarità, sarebbe stato un punto di riferimento per l’opposizione a Pinochet.

LE ALTRE LETTERE DI OGGI

L'ingiustizia

«Quella laurea magistrale che non basta per insegnare»

Ho 30 anni, una laurea triennale in Lettere moderne e una magistrale in Informazione e sistemi editoriali (LM-19), ottenuta con il massimo dei voti. Quali materie posso insegnare? A quanto pare, nessuna. La regola vuole che l’accesso a una classe di concorso dipenda dal codice di laurea magistrale. Con la laurea LM-19, si può accedere solo ed esclusivamente all’insegnamento di «Teoria della comunicazione» (A-065), erogata negli istituti tecnici, ma solo quelli con un certo indirizzo (grafica), e solo per due ore a settimana nel terzo e quarto anno. Nella mia provincia è stato reso disponibile solo uno spezzone orario di 5 ore, 5 ore in una sola scuola in una delle province più popolose di Italia. In altre regioni neppure quello. Oltre al danno, la beffa che negli stessi istituti questa materia non viene affidata alla corrispettiva classe di concorso istituita (A-065) ma ai laureati in Filosofia e Scienze Umane. Rispetto ai laureati di altre magistrali umanistiche, noi della LM-19, non possiamo integrare i crediti degli esami per accedere alle classi di insegnamento per le materie letterarie alle scuole medie e superiori. Quindi, pur avendo sostenuto nel nostro percorso esami di storia, letteratura italiana, latino, filologia, geografia, storia della lingua, letterature comparate, linguistica, più materie come storia dell’editoria e del giornalismo, non possiamo far valere nessuna delle competenze acquisite. Quello che descrivo è il mondo in cui siamo immersi noi giovani precari. Chiediamo sia riconosciuta l’immensa gravità della situazione, e venga posto rimedio agli errori che stanno impedendo, di fatto, a molti laureati di poter accedere all’insegnamento in modo dignitoso.
Claudia Porta, Monza

INVIATECI LE VOSTRE LETTERE

Vi proponiamo di mettere in comune esperienze e riflessioni. Condividere uno spazio in cui discutere senza che sia necessario alzare la voce per essere ascoltati. Continuare ad approfondire le grandi questioni del nostro tempo, e contaminarle con la vita. Raccontare come la storia e la cronaca incidano sulla nostra quotidianità. Ditelo al Corriere.

MARTEDI - IL CURRICULUM

Pubblichiamo la lettera con cui un giovane o un lavoratore già formato presenta le proprie competenze: le lingue straniere, l’innovazione tecnologica, il gusto del lavoro ben fatto, i mestieri d’arte; parlare cinese, inventare un’app, possedere una tecnica, suonare o aggiustare il violino

Invia il CV

MERCOLEDI - L'OFFERTA DI LAVORO

Diamo spazio a un’azienda, di qualsiasi campo, che fatica a trovare personale: interpreti, start-upper, saldatori, liutai. 

Invia l'offerta

GIOVEDI - L'INGIUSTIZIA

Chiediamo di raccontare un’ingiustizia subita: un caso di malasanità, un problema in banca; ma anche un ristorante in cui si è mangiato male, o un ufficio pubblico in cui si è stati trattati peggio. Sarà garantito ovviamente il diritto di replica

Segnala il caso

VENERDI -L'AMORE

Chiediamo di raccontarci una storia d’amore, o di mandare attraverso il Corriere una lettera alla persona che amate. Non la posta del cuore; una finestra aperta sulla vita. 

Racconta la storia

SABATO -L'ADDIO

Vi proponiamo di fissare la memoria di una persona che per voi è stata fondamentale. Una figlia potrà raccontare un padre, un marito la moglie, un allievo il maestro. Ogni sabato scegliamo così il profilo di un italiano che ci ha lasciati. Ma li leggiamo tutti, e tutti ci arricchiranno. 

Invia la lettera

DOMENICA - LA STORIA

Ospitiamo il racconto di un lettore. Una storia vera o di fantasia. 

Invia il racconto

LA FOTO DEL LETTORE

Ogni giorno scegliamo un’immagine che vi ha fatto arrabbiare o vi ha emozionati. La testimonianza del degrado delle nostre città, o della loro bellezza.

Inviateci le vostre foto su Instagram all'account @corriere

Football news:

Eto'o ha accusato France Football di mancanza di rispetto: ho passato 1-2 stagioni a destra, e la prima linea era di 25 anni
Barcellona è preoccupata per la forma di Pjanić. Il club ritiene che non ha lavorato abbastanza in vacanza
Laporte ha sostenuto Van Dyck: mi dispiace, fratello. Nessuna gioia, anche se siamo rivali
Lautaro Martinez: Messi è il migliore del mondo. È sempre un passo avanti rispetto agli altri
Lo stadio Atletico è diventato rosa nell'ambito dell'azione contro il cancro al seno
Frank Lampard: la Champions League non dà nulla per niente. Questa è una grande piattaforma per imparare di nuovo
Ronaldo non ha ottenuto nella domanda della Juve per la partita con la Dinamo di Kiev