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«Alter Eva. Natura Potere Corpo» al Palazzo Strozzi di Firenze

Sei artiste italiane, insieme, per riflettere sul futuro. La mostra «Alter Eva. Natura Potere Corpo» - in scena dal 28 ottobre al 12 dicembre al Palazzo Strozzi di Firenze - vede susseguirsi i lavori di Camilla Alberti, Irene Coppola, Martina Melilli, Margherita Moscardini, Silvia Rosi e Marta Roberti, artiste nate tra gli anni Ottanta e Novanta le cui opere, tra scultura, pittura, fotografia e installazione, vanno a comporre una narrazione sfaccettata dove la natura deostruita o immaginifica si affianca a corpi esibiti o raccontanti, e forti dichiarazioni politiche dialogano con le storie intime e personali di appartenenza culturale.

Le sei protagoniste condividono un impegno rivolto al cambiamento per una trasformazione del nostro modo di osservare, parlare e agire nel mondo. Mettendo in discussione il patriarcato, i ruoli di genere, l’antagonismo tra natura ed essere umano, i ruoli restrittivi e le relazioni di potere, la mostra costruisce futuri alternativi proponendo nuove possibili forme di relazione.

Lo stesso nome dell’esposizione richiama il concetto di Alter-Ego e rimanda a un modello di donna che si collega in maniera suggestiva alla teoria scientifica di Eva mitocondriale, teoria secondo la quale tutti gli esseri viventi avrebbero una linea di discendenza femminile in quanto il DNA mitocondriale si tramanda solo in linea matrilineare. La mostra parte quindi da una riflessione sui legami tra ogni donna e i suoi antenati e si estende fino ad abbracciare il mondo naturale, la flora, la fauna e le connessioni inter- specie, osservando la discendenza da una prospettiva antropologica e biologica.

«Natura», «Potere» e «Corpo» vanno poi a rispecchiare i tre principi cardine di mediazione con il mondo esterno. La Natura che ci circonda e con la quale abbiamo un legame originario e un equilibrio da ristabilire; il Potere, ossia le relazioni che definiscono la struttura e l’organizzazione delle società; il Corpo, come centro e misura, come parte di un sistema complesso che continua al di là di noi.

Camilla Alberti, artista visuale impegnata nello studio delle modalità attraverso cui il mondo viene costantemente costruito e abitato ponendo attenzione sulle relazioni tra le differenti specie viventi e lo spazio che le circonda, porta in scena una serie di sculture composte con frammenti organici e scarti industriali che danno forma a resti di creature mai esistite, come se ci trovassimo in un museo di scienze naturali del futuro.

Irene Coppola, artista la cui pratica si muove tra studi scientifici e antropologici, testi filosofici ed esplorazioni empiriche focalizzate sui concetti di memoria e territorio, espone invece dei calchi di agavi e banani che cristallizzano l’energia vitale. Attraverso il decadimento delle piante ci ricorda inoltre la deperibilità, le ferite e la fintezza dei corpi.

Martina Melilli, artista, resista, autrice e organizzatrice culturale interessante alla memoria, alla storia e agli immaginari individuali e collettivi si addentra nelle fratture delle identità e della cultura, indagando come quest’ultime incidono sul corpo delle persone e i suoi movimenti. Nella mostra «Alter Eva», Martina riprende il tema del corpo femminile raccontato in dieci interviste pubblicate sulle pagine di Playboy e trasformate in un ambiente immersivo in cui i cliché della rappresentazione femminile vengono meno.

Margherita Moscardini indaga invece le relazioni tra i processi di trasformazione di ordine urbano, sociale e naturale di specifiche geografie ritenute paradigmatiche. La sua pratica privilegia progetti a lungo termine che sviluppa attraverso lavori in larga scala, disegni, scritti, sculture e video- documenti. In questa mostra prosegue il suo rapporto con la parola scritta, presentando una scritta al neon tratta dal testo Le origini del totalitarismo di Hannah Arendt, un messaggio che ricorda i fallimenti degli stati nazione e ci spinge a ripensare forme alternative di gestione delle cittadinanze e identità nazionali.

L’artista romana Marta Roberti si specializza invece nel disegno, declinandolo in installazioni e video animati attraverso i quali esplora come la cultura Occidentale plasma la propria identità a partire da ciò che percepisce come "altro": dagli animali alla natura, a tutto ciò che è considerato diverso o "esotico". In esposizione, i suoi grandi disegni, realizzati su fogli di carta carbone, raccontano visioni di animali totemici e paesaggi esotici, apparizioni impalpabili sospese nel tempo.

Infine, Silvia Rosi, un’artista che vive tra Londra e Modena, ripercorre la propria storia personale nel suo lavoro, attingendo all’eredità togolese della sua famiglia e all’idea delle origini. Il tema viene esplorato attraverso autoritratti in cui interpreta i genitori, raccontando la loro esperienza di migrazione dal Togo all’Italia. Le sue immagini sono influenzate dalla tradizione dei ritratti in studio dell’Africa occidentale. Il percorso espositivo di «Alter Eva» si conclude proprio con la sua serie fotografica e i suoi lavori video, autoritratti in cui Silvia veste i panni della madre e del padre. Un transfer emotivo in cui si fondono biografia personale e storie collettive di tante famiglie costrette a lasciare il proprio paese. Linguaggi e pratiche artistiche diverse trovano una linea d’incontro in un sentire comune; le esperienze di ogni artista presente in mostra mettono in luce uno spirito del tempo, dove la prospettiva femminile, impregnata di volontà di cambiamento, ha un peso specifico.

La mostra «Alter Eva. Natura Potere Corpo» è realizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi con la collaborazione IED Firenze - Master in Curatorial Practice classe 2020/2021 ed è coordinata da Martino Margheri e dalla docente Daria Filardo. Il progetto si inserisce all’interno di «Palazzo Strozzi Future Art», un programma inaugurato con l’installazione La Ferita di JR per la facciata di Palazzo Strozzi, nato dalla collaborazione con Andy Bianchedi in memoria di Hillary Merkus Recordati. L’iniziativa si pone l’obiettivo di creare una piattaforma per l’arte del presente, ponendo la promozione della creatività, il coinvolgimento del pubblico e il sostegno alle nuove generazioni come valori di riferimento per un rilancio del sistema culturale attraverso diverse iniziative che vedono il coinvolgimento di artisti contemporanei italiani e internazionali a Palazzo Strozzi.