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Amazon, la protesta dei lavoratori. L’azienda: pronto bonus di 300 euro

Che cosa c’è dietro il clic col quale facciamo un acquisto on line ad Amazon o a un altro gigante del commercio elettronico? Quale processo si mette in moto e quali sono le modalità con le quali i lavoratori della filiera eseguono l’ordine ricevuto? Lo hanno raccontato alcuni magazzinieri e trasportatori che lavorano direttamente o indirettamente per Amazon nel convegno web organizzato oggi dalla Cgil, un’iniziativa denominata Red Friday nel giorno del Black Friday e conclusa dal segretario generale Maurizio Landini.

Turni massacranti

Cominciamo dal magazzino, dove arriva in tempo reale l’ordine del cliente. Con la pandemia, racconta Francesca Gemma, delegata sindacale che lavora nello stabilimento di Passocorese, i ritmi e i carichi di lavoro sono enormemente aumentati: «L’altro giorno abbiamo movimentato un milione di pezzi in 24 ore, un record mondiale . Ma al lavoratore cosa resta? Solo lo stress. Abbiamo chiesto un premio di produzione, la rotazione delle mansioni, perché non si può fare per otto ore di seguito lo stesso movimento, l’aumento dei buoni pasto da 5 a 7 euro e delle maggiorazioni notturne e la revisione degli stessi turni, perché non si può attaccare il turno di mattina dopo averne fatti cinque di seguito di notte». Ma ci sono anche i piccoli contenziosi, come quello sulla bacheca sindacale: «Non ce fanno mettere in mensa, ma in un corridoio». Ora arriverà il premio di 300 euro lordi a dicembre, annunciato dai vertici di Amazon proprio oggi per tutti i dipendenti. «Fanno così, quando si accorgono che stiamo per scoppiare», taglia corto Francesca.

Venti chilometri al giorno

Giampaolo Meloni lavora nello stabilimento di Piacenza da otto anni e si definisce «un sopravvissuto», ricorda gli 11 giorni di sciopero fatti a marzo «per ottenere mascherine, gel e regole di sicurezza». Che però, racconta il sindacalista, sono difficili da rispettare per i lavoratori assunti in questi mesi con i contratti a termine, combattuti tra il rispetto del distanziamento sociale e la necessità di essere produttivi per avere la conferma del contratto: «I corridoi dei magazzini sono stretti. Se io vedo che c’è già un collega che sta lì a prendere la merce, aspetto correttamente che abbia finito e poi vado, ma se poi arriva un lavoratore a termine entra lo stesso perché ha altre priorità». In un video che sintetizza la giornata di un picker, il lavoratore dei magazzini, si racconta: «Prendo 140 pacchi al giorno percorrendo 20 chilometri. Non ho un nome, sono solo un clic».

Una consegna ogni tre minuti

Poi tocca ai corrieri, che molto spesso lavorano per società esterne ad Amazon. Dice uno di loro, Davide Pignatiello, della Filt-Cgil: «Attacchiamo il turno dovendo raggiungere centri di smistamento isolati dove non abbiamo neppure i bagni. Abbiamo sette minuti per riempire il furgone e poi l’algoritmo ci dà la rotta. Con i ritmi imposti dall’aumento di lavoro portato dal Covid, faccio 130-140 consegne al giorno, tutti i giorni, una ogni tre minuti. Quanto può reggere una persona?». E in più lo stress per le multe o gli eventuali danni a carico del lavoratore, aggiunge.

Il sostegno di Landini

«Per fare i conti con un colosso come Amazon - conclude Landini - bisogna mettere in discussione l’attuale modello sociale e produttivo e rimettere al centro il lavoro e le persone». Il leader della Cgil esorta quindi i lavoratori a combattere le battaglie sindacali anche sul terreno proprio di Amazon, il web: «Lanciamo una piattaforma e una app per i diritti dei lavoratori e per coinvolgere in maniera solidale anche i consumatori». Red Friday contro Black Friday, dunque. Col sindacato stretto tra l’evidenza di una delle poche realtà che crea in continuazione occupazione (saranno 8.500 i dipendenti in Italia alla fine dell’ann0, secondo gli obiettivi di Amazon) diretta e indiretta e la necessità di tutelare le condizioni dei lavoratori. E l’azienda, che da un lato vede aumentare gli ordini e dall’altro deve governare una manodopera sotto pressione. Ecco allora l’annuncio del vicepresidente senior del ramo operativo di Amazon, Dave Clark « Mentre ci avviciniamo alle festività natalizie, vogliamo dimostrare il nostro ringraziamento a tutti i dipendenti della nostra rete logistica attraverso uno speciale riconoscimento economico per un totale di oltre 500 milioni di dollari investiti in tutto il mondo. In Italia, i dipendenti del settore logistico e i dipendenti dei fornitori, inclusi i corrieri che si occupano delle consegne di Amazon Logistics, che lavoreranno con noi dal 1 dicembre al 31 dicembre, avranno diritto a un riconoscimento economico di 300 euro lordi, se impiegati a tempo pieno e un importo riproporzionato, se lavorano con contratti part-time».

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