Italy

Angela a Berlino, Isabel a Madrid : differenze tra le donne di potere

Caro Aldo,
la Ayuso (su posizioni di destra) porta al trionfo i popolari a Madrid. Mentre la Cdu tedesca (come ridisegnata dalla Merkel: centro che guarda a sinistra) pare avviata al suo minimo storico nelle elezioni di settembre. Ciò che significa per il futuro del Ppe, primo gruppo europeo sì ma (credo) in forte crisi d’identità?
Roberto Arvedi Ponte dell’ Olio (Piacenza)

Caro Roberto,
E’ possibile che con il ritiro di Angela Merkel il partito popolare europeo avrà una sterzata a destra. Ci sono però due cose da chiarire.
La Merkel ha governato per tre legislature con i socialdemocratici perché non ha mai avuto i seggi necessari a governare da sola. Quando nel 2009 ci fu il boom dei liberali, che Guido Westerwelle portò oltre il 14 per cento, la Cancelliera non esitò a mollare la Spd per allearsi con loro; per poi tornare nel 2013 (quando i liberali non entrarono neppure in Parlamento) alla Grande Coalizione, che è in realtà un centrosinistra. Vedremo alle elezioni del prossimo settembre se i Verdi avranno la forza per scalzare le Unioni democristiane come primo partito: così dicono i sondaggi; personalmente ne dubito.
Isabel Díaz Ayuso, presidenta uscente e rientrante della Comunidad di Madrid, non è una nipotina di Franco. È una donna di destra senza complessi, che ha impostato la campagna elettorale sulla libertà: libertà di uscire la sera (ma non nei quartieri con i contagi più alti), di aprire bar, ristoranti e negozi, di mandare i figli nelle scuole religiose e i nonni nelle cliniche private. Una certa retorica antifascista da Anni 30, che lo stesso premier Sánchez ha provato a giocare contro di lei, all’evidenza non ha funzionato. Detto questo, la Ayuso non è una statista; è l’ex addetta stampa della presidenta Aguirre, che curava il profilo Twitter del suo cane. Ora sembra destinata alla guida del partito popolare; ma non va sottovalutato l’attuale segretario, Pablo Casado, uomo pragmatico, senza le durezze di Aznar e senza la retranca gallega, i silenzi enigmatici di Rajoy (galiziano come Franco).
In comune, Merkel e Ayuso hanno il fatto di essere donne. È evidente ormai che le donne hanno un talento particolare per la politica; anche se ovviamente non la pensano tutte allo stesso modo. A Madrid la seconda classificata è un’anestesista, Mónica García Gómez, che alla guida di un partitino appena nato ha battuto sia il candidato socialista sia il mitico Pablo Iglesias, facendo una campagna all’insegna delle chiusure e della salvaguardia delle vite minacciate dal Covid.

LE ALTRE LETTERE DI OGGI

L'ingiustizia

«Laureato, parlo quattro lingue, mi offrono solo stage»

Ho 27 anni, una laurea in giurisprudenza in Bocconi e master in scienze politiche in Luiss e Cife. Oltre all’italiano conosco inglese, francese, giapponese ed ho iniziato a studiare il russo con l’inizio della pandemia. Cerco lavoro dalla fine del master in luglio 2020 e a oggi ho inviato più di cento candidature per le quali mi sono pervenute solo cinque risposte, negative. Mi capita spesso di trovare offerte di lavoro da stagista con richieste assurde, mettendo in competizione persone laureate con conoscenza di anche cinque lingue a Bruxelles per solo 800 euro (sul quale ho scritto un post su linkedin e reddit, di moderato apprezzamento con 750 upvotes e più di 350 commenti ai link https://www.reddit.com/r/italy/comments/n4p0m8/ennesima_i ndecente_offerta_di_lavoro/ e https://www.linkedin.com/posts/giacomo-famigli_traduzioneitaliana-nei-commenti-required-activity6795330741879242753-3CTh ). Già feci uno stage curriculare in Nato durante il quale prendevo 500 euro al mese e naturalmente ho dovuto aggiungerci soldi miei per poter vivere. Per fortuna ho le spalle coperte, ma che senso ha pagare di tasca propria per fare uno stage? E se non le avessi avute coperte, come avrei potuto permettermi di fare tale esperienza? Perché lo Stato non può dare incentivi a imprese e organizzazioni che creano posti di accesso al lavoro, così da creare un circolo virtuoso in cui le imprese possono permettersi il lavoro, mentre gli stagisti possono permettersi di lavorare e soprattutto imparare?
Giacomo Famigli

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Vi proponiamo di mettere in comune esperienze e riflessioni. Condividere uno spazio in cui discutere senza che sia necessario alzare la voce per essere ascoltati. Continuare ad approfondire le grandi questioni del nostro tempo, e contaminarle con la vita. Raccontare come la storia e la cronaca incidano sulla nostra quotidianità. Ditelo al Corriere.

MARTEDI - IL CURRICULUM

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MERCOLEDI - L'OFFERTA DI LAVORO

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GIOVEDI - L'INGIUSTIZIA

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