Italy

Anita insultata dai prof perché vuole studiare

La 12enne diventata simbolo della protesta contro la dad presa di mira sui social dagli insegnanti per aver chiesto di continuare le lezioni fino a giugno. La mamma segnala gli haters al Miur. La solidarietà di Azzolina

È diventata l’icona del movimento studentesco che in modo autonomo protestava contro la didattica a distanza, chiedendo di poter tornare in classe. Ora la giovane Anita, 12 anni, è diventata oggetto di critiche e insulti, anche da parte di alcuni insegnanti, per aver espresso il proprio apprezzamento all’ipotesi di un prolungamento della scuola fino a giugno. “Abbiamo già perso troppo tempo” ha detto. E tanto è bastato per scatenare un vespaio sui social, al punto che la mamma ha deciso di segnalare i nomi dei docenti che l’hanno presa di mira al Ministero dell’Istruzione.

Sulla questione è intervenuta anche l’ex ministro Lucia Azzolina: “Vi ricordate Anita, la ragazzina di Torino che per settimane ha manifestato davanti alla sua scuola per chiedere di rientrare in classe? – scrive Azzolina su facebook – Due giorni fa la madre mi ha inviato una lettera. Che mi ha turbato profondamente”. Un sito di informazione scolastica ha pubblicato, infatti, sui social un post con la dichiarazione rilasciata da Anita ad un giornale: “Preferisco la classe alle vacanze, abbiamo perso troppo tempo”. Il riferimento è al dibattito in corso sull’allungamento del calendario scolastico. Sotto al post un fiume di insulti. “Insulti rivolti ad una ragazzina di 12 anni. Fa male ripeterli, ma credo sia necessario – prosegue l’ex ministro –. Fatti curare, mandiamola a pulire i bagni, disagio, assistenti sociali, malattia mentale”. E così via. C'è anche chi – questo fa sorridere, ma neanche tanto – l’accusa di essere infantile. Ebbene sì, a 12 anni credo sia consentito. Agli adulti un po’ meno”.

“Ho segnalato i nomi degli insegnanti che hanno insultato mia figlia Anita al Miur, al ministero” rivela la mamma della 12enne torinese, entrata nuovamente nel mirino degli haters sui social. “Se sono già deprecabili gli insulti quando arrivano da chi si nasconde dietro l’anonimato di una tastiera – aggiunge la mamma di Anita – è ancora peggio quando ad insultare è un insegnante, un educatore”.

“Tutto questo – scrive ancora Azzolina – è vergognoso e desolante. C’è qualcosa che non va, la scuola è IL luogo in cui seminare i valori del rispetto e della tolleranza. Ho sempre difeso la categoria e lo faccio anche stavolta. A patto però che la maggioranza sana non sia anche maggioranza silenziosa. Messaggi come questi vanno rifiutati sempre. E condannati. Penso anche un’altra cosa: di cattivi maestri questo Paese è pieno anche e soprattutto fuori da scuola. In questi mesi è stato consentito a chi ha grandi responsabilità, politiche o amministrative, di minimizzare, banalizzare e anche deridere il tema della scuola in presenza, il valore dello studio, la sofferenza di bambini e adolescenti. Questo è il risultato. Ad Anita e alla sua mamma mando un grande abbraccio”.

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