Italy

Appello della Funivia alla Regione: «Fateci aumentare i clienti»

La funivia di Malcesine si appella alla Regione scrivendo direttamente al governatore Luca Zaia per alleggerire le limitazioni anti Covid in vigore alla struttura e poter aumentare la portata giornaliera di passeggeri sui propri impianti di risalita.

L'ordinanza regionale numero 83 del 5 giugno scorso, infatti, per arginare l'espandersi del virus, stabilisce che il limite giornaliero di presenze sull'infrastruttura sia pari a tre volte la portata massima oraria dell'impianto in questione.

Per quanto riguarda la cabinovia che sale dal paese dell'alto Garda fino a Tratto Spino lungo i due tratti con stazione intermedia a San Michele, ora non si possono superare le 1.800 persone al giorno, dal momento che la portata nominale è di 600 persone all'ora.

Si viaggia quindi al cinquanta per cento del potenziale ordinario che arriva a circa 3.600 viaggiatori a giornata. Il limite imposto da Venezia sta influenzando negativamente i passaggi registrati da Atf, Azienda trasporti funicolari Malcesine Monte Baldo, che ha scritto al presidente della Regione e per conoscenza alla vice Elisa De Berti e al presidente della Provincia Manuel Scalzotto.

Se a giugno scorso l'affluenza è stata buona ma difficilmente superava le 1.800 unità giornaliere, già nella seconda parte di luglio la situazione è cambiata.

«Le richieste sono decisamente aumentate e spesso ci siamo ritrovati con la funivia da tutto esaurito», spiegano da Atf. Ma a preoccupare - nel caso di un mancato intervento delle istituzioni con modifica delle norme attualmente in vigore - è lo scenario che si creerà adesso in agosto, il mese clou della stagione in cui si raggiungono i numeri più elevati di tutto l'anno, che superano abbondantemente, di media, le tremila presenze giornaliere, con punte che in certi casi sfiorano anche i quattromila passaggi.

«In agosto le prenotazioni», afferma con l’amaro in bocca il presidente di Atf Pier Giorgio Schena, «e le richieste quasi tutti i giorni superano di gran lunga la disponibilità. Purtroppo siamo già costretti a respingere tanti turisti italiani e stranieri che vogliono acquistare i biglietti».

Ma ciò che lascia quantomeno perplessi i vertici della funivia è il fatto che lo scorso anno, con una situazione più complicata in termini di emergenza sanitaria e senza il piano vaccinazioni, ora invece a pieno regime, si poteva operare caricando ogni giorno fino a due terzi della capienza massima. Al momento invece si viaggia da Malcesine a Tratto Spino, e viceversa, a metà, o poco più, delle potenzialità: se nel 2020 si potevano caricare fino a trenta persone a corsa nel primo troncone e fino a sessanta nel secondo, quest'anno la capienza è calata, rispettivamente, a venti utenti per la prima tratta e quaranta per la seconda.

«Chiediamo quindi che si possa intervenire tempestivamente togliendo il limite delle 1.800 persone al giorno e ritornare, quantomeno, alla situazione pregressa dell'anno scorso o almeno ad un potenziale del settanta per cento», sottolinea Schena.

Dalla funivia si ricorda inoltre come sugli impianti di risalita melsinei siano altamente improbabili assembramenti, anche all'arrivo a Tratto Spino, «dal momento che possiamo contare su due chilometri quadrati di territorio, vasto, e molti passeggeri appena scendono partono per escursioni o passeggiate, senza fermarsi. Non ci sono quindi pericoli di assembramenti. Le disposizioni regionali tengono conto soprattutto delle strutture con gli impianti sciistici dove si possono creare affollamenti di sciatori che invece da noi è altamente improbabile avvengano, specie ora, nella stagione estiva».

«Dobbiamo rispettare normative che sinceramente reputiamo incomprensibili per la nostra realtà, ben più limitanti rispetto ad altri mezzi di trasporto, come per esempio l'aereo», aggiunge il presidente di Atf. «Ovviamente stiamo adottando tutte le misure anti Covid previste. Ma è da considerare come un viaggio completo fino in quota non arriva a dieci minuti quando la definizione di «contatto stretto», ovvero, faccia a faccia, con un caso Covid deve arrivare ad almeno quindici minuti», precisa ancora Schena.

«Già lo scorso anno abbiamo subito importanti perdite, attorno ai due milioni di euro, e con limitazioni meno stringenti do oggi. Bissare un'altra annata del genere o addirittura peggiorarla sarebbe drammatico. Ma vogliamo avere fiducia».

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