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Arrestate mamma e figlia a Villaricca: “Paga o finisci come l’imprenditore che si è suicidato”

Se non avesse continuato a pagare, la somma da restituire sarebbe diventata sempre più ingente e lui avrebbe fatto la fine di un imprenditore che, esasperato dai debiti, aveva deciso di togliersi la vita. E loro quella storia la conoscevano bene: a prestargli i soldi, e a spingerlo poi al suicidio, era stato un loro parente. Con questa minaccia mamma e figlia di Villaricca tenevano sotto scacco un imprenditore, che al fronte di un iniziale prestito di 10mila euro ne aveva già restituiti 26mila in due anni. Le due sono state arrestate oggi, gli agenti hanno trovato 160mila euro in contanti.

Le due donne sono state bloccate dagli agenti del commissariato Giugliano – Villaricca della Polizia di Stato, in esecuzione di due ordinanze applicative della misura cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della locale Procura; sono gravemente indiziate di usura, estorsione e violenza privata aggravata. Sono la sorella e la nipote di Francesco Maglione, alias "Din Don", deceduto sabato scorso e destinatario dello stesso provvedimento. L'uomo, ritenuto vicino al clan Ferrara – Cacciapuoti di Villaricca, era ai domiciliari in casa per le condizioni precarie di salute; il Questore di Napoli, Alessandro Giuliano, ha vietato i funerali pubblici.

Le indagini erano partite in seguito alla denuncia della vittima. Gli inquirenti hanno appurato che l'uomo, un imprenditore locale, aveva chiesto 10mila euro in prestito ma poi era stato costretto a pagare rate mensili soltanto per coprire gli interessi; in due anni aveva versato già 26mila euro, ma secondo le due donne il prestito iniziale era stato pagato soltanto per metà. Oltre al denaro, la vittima era obbligata a regalare ogni settimana grossi quantitativi di beni alimentari. Contestualmente all'applicazione delle misure gli agenti hanno perquisito l'abitazione dei tre indagati, trovando in quella di "Din Don" 160mila euro in contanti nascosti in diversi punti della casa, finiti sotto sequestro.

Il suicidio a cui facevano riferimento le due donne, con toni intimidatori, era quello dell'imprenditore Giuseppe Giuliani, trovato senza vita il 28 luglio 2018 in un opificio abbandonato a Giugliano. Le indagini svelarono che l'uomo, finito in difficoltà economiche, aveva chiesto prestiti a degli usurai e per pagarli era stato costretto a rivolgersi ad altri usurai, anche loro riconducibili al clan Ferrara – Cacciapuoti di Villaricca, finendo completamente stritolato. Per quella morte nell'ottobre 2020 sono state arrestate 5 persone, tra cui Francesco Maglione.

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