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AstraZeneca - Ue: si rischia consegna a metà, ma discussione ancora in corso

Caos sulla fornitura dei vaccini

L'Ue fa sapere che la trattativa con AstraZeneca sulle consegne va avanti. Secondo il contratto reso pubblico nei giorni scorsi, AstraZeneca dovrebbe fornire all'Unione europea 180 milioni di dosi entro giungo

23 febbraio 2021"Le discussioni sul programma di consegne di AstraZeneca sono in corso. L'azienda sta perfezionando il proprio programma e consolidandolo  sulla base di tutti i siti produttivi disponibili dentro e fuori dall'Europa. La Commissione Ue prevede di ricevere una proposta migliorata". Così un portavoce dell'Esecutivo comunitario commenta la notizia riportata dalla Reuters sul dimezzamento delle consegne. 

Consegne a metà secondo Reuters


AstraZeneca prevede di fornire meno della metà delle dosi di vaccino anti Covid all'Unione europea, rispetto a quanto previsto dal contratto, nel secondo trimestre dell'anno in corso. Lo ha reso noto un funzionario dell'Ue all'agenzia Reuters.

Il funzionario, direttamente coinvolto nei colloqui con il produttore di farmaci anglo-svedese, ha detto che AstraZeneca ha riferito, durante le riunioni interne, che "avrebbe erogato meno di 90 milioni di dosi nel secondo trimestre".

Secondo il contratto di AstraZeneca con l'Ue, l'azienda si era impegnata a fornire 180 milioni di dosi ai 27 Paesi nel secondo trimestre, aggiunge il sito di Reuters.

Il calo nella fornitura di dosi per il secondo trimestre, che non era stato segnalato in precedenza, arriva dopo una forte riduzione delle forniture nel primo trimestre e potrebbe colpire la capacità dell'Ue di raggiungere il suo obiettivo di vaccinare il 70% degli adulti entro l'estate.

"Poiché stiamo lavorando duramente per aumentare la produttività della nostra catena di approvvigionamento dell'Ue e facendo tutto il possibile per utilizzare la nostra catena di approvvigionamento globale, siamo fiduciosi di poter avvicinare le nostre consegne all'accordo di acquisto" ha detto un portavoce di AstraZeneca, rifiutandosi di commentare dati specifici.

La Commissione europea che coordina i colloqui con i produttori di vaccini ha rifiutato di commentare i dati. Il funzionario dell'Ue alla Reuters ha confermato che AstraZeneca prevede di erogare circa 40 milioni di dosi nel primo trimestre, ancora una volta meno della metà dei 90 milioni di dosi che avrebbe dovuto fornire.

Ue vuole accelerare la produzione


All'Ue non servono nuovi vaccini, bisogna produrre più dosi di quelli che ci sono già e sono approvati dall'Ema. Questa è la nuova strategia dell'Ue per cercare di colmare il divario - che si va allargando - tra le dosi richieste e quelle ricevute.

"La nostra priorità continua ad essere quella di accelerare le vaccinazioni in tutta l'Ue. Ciò significa accelerare il processo di autorizzazione dei vaccini, nonché la loro produzione e consegna. Richiederà, ad esempio, la ricerca di soluzioni per riunire i produttori attraverso le catene di approvvigionamento al fine di aumentare la produzione nell'Ue. Comprende anche la garanzia che le consegne di vaccini siano prevedibili e che le aziende farmaceutiche rispettino i loro impegni". Lo ha scritto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nella lettera di invito ai capi di Stato e di Governo per il vertice che si terrà giovedì e venerdì.

Parlando agli industriali europei, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva anticipato la linea: "Un'altra lezione che abbiamo imparato (dalla pandemia) è la nostra dipendenza da alcune materie prime provenienti solo da una manciata di produttori. A volte questi produttori provengono esclusivamente dall'estero", "diversificheremo le catene di approvvigionamento e creeremo alleanze europee, per essere più resilienti nell'approvvigionamento di materie prime", ha spiegato.

"Dalla scorsa estate, abbiamo utilizzato accordi di acquisto anticipato per incentivare i produttori di vaccini ad aumentare la loro capacità di produzione. E abbiamo lavorato con le industrie per affrontare i colli di bottiglia nella fornitura di materie prime, ad esempio. Voglio costruire su questa esperienza. Credo che dovremmo passare dalla modalità di crisi a una nuova velocità di crociera di cooperazione con le industrie europee", ha insistito.

Intervenendo all'evento "A Recovery Plan for the World", moderato dal direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, von der Leyen ha annunciato: "il primo appuntamento importante dell'anno sarà il Summit globale sulla sanità a maggio in cui sarò con il premier Mario Draghi a Roma. Sarà un momento per riflettere sulle lezioni imparate ma anche per concordare un piano comune di preparazione in modo che il mondo non venga mi più colto alla sprovvista".

Nel pratico, l'Unione europea punta sulla collaborazione pubblico-privato per aumentare la produzione di massa dei vaccini contro il Covid. L'intento è riuscire a produrre le dosi in diversi siti nei Paesi dell'Unione - finora ne sono stati individuati almeno sedici, di cui un paio in Italia - grazie alla concessione di licenze (provvisorie) da parte delle aziende farmaceutiche che hanno già ottenuto l'approvazione (e che hanno già contratto in corso con l'Ue).     

La Commissione lavora a un meccanismo specifico per il rilascio delle licenze, su base volontaria, per consentire la condivisione del know-how tecnico attraverso partenariati industriali di pre-produzione al fine di aumentare la produzione. Sosterrà inoltre la cooperazione tra imprese necessaria per conseguire obiettivi specifici in termini di ricerca e sviluppo, produzione o fornitura, che non sarebbero raggiungibili se le imprese agissero da sole. E la task force per l'aumento della produzione industriale dei vaccini, guidata dal commissario Thierry Breton, servirà da sportello unico (e cabina di regia) a cui si rivolgeranno i vari impianti risolvere strozzature nella produzione e nella fornitura di materie prime.

Proprio in questi giorni il commissario Breton è impegnato in una serie di visite in vari siti di produzione per "mappare la capacità produttiva esistente in Europa e individuare eventuali impianti che possano essere riconvertiti per la produzione di dosi, ad esempio quelli di aziende farmaceutiche già attive che però non producono vaccini oppure aziende che producono medicinali veterinari. L'Ue fornirà l'assistenza necessaria, e ovviamente metterà mano al portafogli per eventuali nuovi investimenti, per aumentare la produzione o facilitare la riconversione.

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