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Banco Bpm, margini e utili in rialzo. E Mps torna all’utile

La pioggia di trimestrali attesa per oggi continua con due banche di primo piano Banco Bpm e Mps.

Banco ha chiuso il primo trimestre del 2021 con ricavi core (margine di interesse e commissioni) in rialzo del 5,9% a 968 milioni di euro, “il miglior risultato a partire dal quarto trimestre 2018, riportando il livello dei proventi operativi a quello del periodo precedente alla crisi innescata dalla pandemia”, sottolinea la banca in una nota. 

I proventi operativi sono cresciuti del 18,1% a 1,128 miliardi, mentre il risultato della gestione operativa è aumentato del 51,4% a quota  di 484 milioni. L’utile ante imposte è più che raddoppiato, salendo dai 104 milioni dell’esercizio precedente ai 259 milioni del 31 marzo 2021 (+150,3%), con l’utile netto salito da 100 a 151 milioni “al netto delle componenti non ricorrenti legate al derisking”, sottolinea la banca. 

Sotto il profilo patrimoniale, il cet 1 ratio fully phased è al 12,7% e l’Mda Buffer Fully Phased a 377 punti base. 

Gli impieghi netti performing “core” (costituiti da mutui, finanziamenti, conti correnti e prestiti personali) si attestano a 99,2 miliardi di euro, con una crescita del 5,6% rispetto all’anno precedente. La raccolta diretta core ha segnato un rialzo del 12,8% a 101,7 miliardi, mentre quella indiretta è salita del 14,6% a 94,2 miliardi.

“Per quanto riguarda i crediti deteriorati è stata decisa un’ulteriore accelerazione al processo di derisking con la cessione di 1,5 miliardi di sofferenze entro il mese di giugno (“Progetto Rockets”) ed un target complessivo di cessione di crediti non performing pari a € 1,65 miliardi”, fa sapere la banca attraverso una nota, spiegando che grazie al progetto rockets si realizzerà una “significativa riduzione delle sofferenze”, la cui incidenza sul totale dei crediti lordi si ridurrà da 3,1% al 31 marzo 2021 a 1,8% adjusted, portando il totale dei crediti non performing lordi da 8,7 miliardi a 7,2 miliardi adjusted con un NPE ratio lordo in riduzione da 7,5% a 6,3% adjusted.

La banca fa notare inoltre che “è proseguito il forte presidio del portafoglio crediti, attraverso un costante processo di monitoraggio del profilo creditizio della clientela con particolare attenzione alle posizioni in moratoria Covid-19 concesse il cui ammontare si è ridotto a 11,3 miliardi (rispetto 16,2 miliardi originariamente concessi) e che, nell’ambito delle posizioni scadute, hanno registrato un default rate dello 0,9%”. Al 31 marzo 2021, le erogazioni assistite da garanzia statale sono state pari a 2,7 miliardi, portando il totale erogato 12,9 miliardi.

Torna in utile dopo oltre un anno Monte dei Paschi che nel primo trimestre del 2021 ha registrato un risultato netto positivo pari a 119 milioni di euro, battendo nettamente il consensus. Migliora anche il risultato operativo netto, salito dai 26 milioni del quarto trimestre del 2020 ai 203 milioni del 31 marzo 2021. Si tratta, sottolinea la banca senese, del risultato più alto degli ultimi tre anni.

In crescita i ricavi, aumentati del 12,9% rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno a quota 824 milioni milioni di euro. Il margine di interesse si è attestato a 280 milioni, in ribasso del 14,5% rispetto allo stesso trimestre del 2020. 

Passando ai coefficienti patrimoniali, il Common Equity Tier 1 Ratio si è attestato al 12,2% (rispetto al 12,1% di fine 2020) ed il Total Capital Ratio è risultato pari a 15,9% (da 15,8% del quarto trimestre 2020).

L’incidenza dei finanziamenti clientela deteriorati netti sul totale finanziamenti clientela netti al 31 marzo 2021 risulta pari al 2,6%, in linea rispetto a dicembre 2020 e in calo rispetto a marzo 2020 (pari a 7,1%). In particolare, l’incidenza in termini percentuali delle inadempienze probabili passa è scesa all’1,8% di marzo 2021, mentre l’incidenza delle sofferenze, pari a 0,7%, risulta invariata rispetto a dicembre 2020 e in calo rispetto a marzo 2020 (pari al 3,5%). 

Su richiesta della Consob, Mps ha reso note alcune informazioni sullo shortfall patrimoniale, le prospettive di aggregazione e l’aumento di capitale calcolato in 2,5 miliardi. Nel dettaglio, i vertici del Monte dei Paschi hanno spiegato che, rispetto alle stime formulate in precedenza, che parlavano di uno shortfall di 300 milioni nel primo trimestre 2021 con una crescita a 1,5 miliardi di euro al 1° gennaio 2022,  “al 31 marzo 2021 non è emerso alcuno shortfall di capitale e si prevede che a 12 mesi dalla data di riferimento, ovvero al 31 marzo 2022, lo shortfall possa essere inferiore a 1 miliardo includendo l’effetto dell’aggiornamento dei modelli interni” delle linee guida dell’Eba”.

Banca Mps ha aggiunto che “nonostante la riduzione dello shortfall atteso, al momento le stime di rafforzamento patrimoniale per 2,5 miliardi non sono state riviste, in attesa di conoscere gli esiti degli stress test che saranno comunicati al mercato nel prossimo mese di luglio”.

In mancanza di una “soluzione strutturale”, Mps ha confermato che l’aumento di capitale da 2,5 miliardi sarà realizzato tra il quarto trimestre del 2021 e il primo semestre del 2022.  Banca Mps “sta ancora lavorando” con l’azionista Mef “alla soluzione strutturale” per la banca, ha sottolineato l’amministratore delegato Guido Bastianini nel corso della presentazione dei conti agli analisti.

Rocca Salimbeni ha ricordato infine che Bruxelles, a causa del mancato rispetto di alcuni impegni fissati nel piano di ristrutturazione 2017-2021, ha chiesto alla banca misure compensative che il board ha approvato lo scorso febbraio e trasmesso alla Dg Competition di Bruxelles con interlocuzioni successive che al momento “non registrano sviluppi significativi”.

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