Italy

Bar, ascensori, metro, concerti e cinema: come  sarà la vita dopo il virus

le previsioni

di Alice Scaglioni

Quando sar rientrata l’emergenza coronavirus dovremo riabituarci a tante cose che in questo periodo di reclusione nelle nostre case abbiamo dimenticato o trascurato. Fare esercizio fisico, magari in palestra, socializzare in un luogo frequentato da altre persone, o ancora fare shopping in un negozio. Oppure tornare a frequentare un bar, o un ristorante. E magari un cinema.
Ma quanto ci vorr prima di poter ritornare alla normalit, se cos si pu definire? Secondo Mauro Ferraresi, professore di sociologia della comunicazione all’Universit Iulm di Milano, il tempo del coronavirus produrr un tempo di riadattamento – una volta superato il picco – di almeno cinque volte tanto.
Per fare un esempio pratico: se avremo tre mesi di lockdown, cos viene definita la chiusura di attivit e l’isolamento in casa, bisogner moltiplicare quel tempo per cinque volte per poter ottenere una stima di quando la situazione torner (il pi possibile) come prima. Ma ci saranno cose che cambieranno per sempre, dice il docente.

La shut-in economy

Dopo gli attacchi terroristici abbiamo preso l’abitudine a subire alcuni controlli negli aeroporti; dopo il coronavirus ci saranno nuove “restrizioni”, se cos possiamo chiamarle, come il controllo della temperatura corporea o di altri parametri vitali, che secondo me partir senz’altro, spiega Ferraresi. E lo stesso verr applicato in tutti quei luoghi in cui ci sar il pericolo di assembramenti e in cui le persone si incrociano durante un viaggio, come le stazioni ferroviarie. Pratiche che necessiteranno di un vademecum e di una serie di regole di prevenzione che dovranno essere messe a punto prima che il lockdown termini.

La nuova vita sociale (dopo il virus) al chiuso

Che dire della vita sociale? Secondo uno studio del Mit il coronavirus non porter a un cambiamento temporaneo dello stile di vita di ciascuno di noi, ma dar vita a un nuovo modo di vivere e relazionarsi.
Sulla base dei numeri di un’analisi dell’Imperial College di Londra, infatti, i ricercatori hanno ipotizzato che qualora dovessimo ritornare alla vita precedente alla pandemia , le possibilit che si riproponga una nuova crisi legata al coronavirus sono alte, considerando le tempistiche: tra lockdown e ripresa si dovrebbe arrivare al prossimo inverno, quando i rischi di un ritorno del Covid-19 sono elevati.
Probabilmente avremo bisogno di sviluppare quella che il team del Mit chiama shut-in-economy ossia l’economia al chiuso.
Le palestre, per esempio, potrebbero iniziare a vendere pacchetti online per l’allenamento, oppure attrezzature da tenere in casa e il lavoro continuer a prediligere forme in remoto.
Che dire poi di bar e ristoranti, locali che vivono di socialit e di un gran numero di persone? Potr essere limitato il numero di clienti che vi accedono, magari mantenendo una distanza maggiore tra i tavoli o sul bancone, e le file per entrare dovranno essere ordinate, e ben distanziate, proprio come accade ora per entrare al supermercato o in farmacia.

La prevenzione

In ogni caso, questi saranno gli ultimi locali a riaprire, proprio per la loro natura legata alla vita sociale, e magari modificheranno anche in un primo momento i loro servizi, favorendo il servizio a domicilio. Ma questo stile di vita non sostenibile a lungo, e quindi sar necessario un cambio di passo, che contempler la prevenzione. Potrebbero crescere cos abitudini che spingono di pi all’isolamento sociale, ma oltre alla shut-in-economy – spiega il professor Ferraresi – ci sar un processo di ritorno alla normalit graduale, come ci insegna la Cina. E quindi fabbriche, negozi, attivit che riapriranno scaglionati, e flussi di persone che probabilmente verranno divisi per et potranno ricominciare a circolare. Ma rimarr comunque una certa attenzione per gli assembramenti.

Cinema, concerti, universit

chiaro che riapriranno tutte le attivit che sono state obbligate a fermarsi, ma come? Torneremo al cinema a goderci l’ultimo film in uscita, ma con delle limitazioni nel numero di persone. Credo che i cinema accetteranno per un periodo met delle persone della loro capienza massima, ma il ritorno alla normalit sar sancito quando saremo nuovamente ai concerti. Eventi di questo genere richiederanno situazioni di prevenzione decretate dal Sistema sanitario nazionale, o da esperti che stabiliranno delle regole a cui dovremo attenerci, e parallelamente le strutture dovranno essere pronte a un eventuale nuova emergenza, secondo Ferraresi. Mi immagino ospedali o parti di essi che saranno attrezzati per poter fronteggiare una nuova ondata, con reparti di terapia intensiva pronti all’evenienza.

Per tornare ai concerti, ai festival o allo stadio (in ogni caso eventi che possono riunire migliaia di persone), probabile che verrano presi dei provvedimenti specifici: i posti potrebbero essere assegnati, il numero di persone sicuramente limitato rispetto al pre-coronavirus, ma lo stesso comportamento dei partecipanti potrebbe essere ridimensionato, richiedendo atteggiamenti meno esuberanti. I concerti avranno una barriera all’entrata, mi immagino – aggiunge il docente della Iulm – e magari potr essere richiesto di compilare delle autocertificazioni relative allo stato di salute del partecipante.

Il tracciamento degli spostamenti

Si potrebbe estendere il tracciamento tramite app di cui si parla tanto nelle ultime settimane, e si potrebbe richiedere in queste situazioni di massa. Lo scopo? Capire il rischio di una persona che deve partecipare all’evento, per poter valutare il da farsi. Sul biglietto acquistato, per esempio, potrebbe comparire la dicitura L’organizzazione si riserva di negare l’entrata a chi ha avuto comportamenti a rischio riguardo al virus o sintomi pericolosi.

Scuola, esami, universit

E per le lezioni (e gli esami) all’universit? Sono tristemente note le immagini di studenti seduti per terra o sulle scale perch le aule sono troppo colme per accogliere tutti, ma dovranno necessariamente diventare solo ricordi. Per Ferrarsi l’universit dovr riorganizzarsi, e contemplare il numero chiuso anche per le persone che vogliono seguire la lezione in aula. A tutti gli altri sar garantita la possibilit di ascoltare da casa, o da altre aule nell’edificio, e di interagire con il docente tramite dei moduli per inviare domande e osservazioni.
Per gli esami, invece? Probabilmente i singoli appelli verranno spalmati su pi date, e resi in forma orale per quanto possibile, e non scritti, per evitare grandi assembramenti nella stessa aula e creando delle vere e proprie finestre temporali in cui ciascuno potr discutere con il docente per sostenere l’esame.

Metro, aerei e treni

Dovremo, poi, riabituarci a prendere la metro, o i treni, ma la cosa principale che dovr cambiare il modo in cui ci si approccer a una vecchia abitudine consolidata. Stazioni della metro e ferroviarie hanno delle barriere, e quindi presumibile che verranno applicati dei controlli di qualche tipo ai viaggiatori, proprio come potr accadere per chi si recher in aeroporto (e come accade gi). I mezzi di trasporto verranno probabilmente sanificati dopo ogni corsa, o quantomeno alla fine del turno, e verranno incentivate una serie di norme per il corretto comportamento.

In ascensore. O meglio a piedi?

Lo stesso potr valere anche per gli ascensori: verranno sanificati pi frequentemente, e le persone saranno invitate a usarlo in modo da evitare contatti ravvicinati; magari si prender l’abitudine – ove sia possibile – di andare a piedi, per non sostare in un ambiente chiuso e ristretto insieme ad altre persone.
Potr cambiare anche la rush hour, l’ora di punta dei mezzi pubblici: secondo Ferraresi dovranno essere costruite delle lunghe file ordinate, un po’ come accade ora quando si va a fare la spesa al supermercato, per evitare gli assembramenti che erano tipici delle 8 del mattino o delle serate nel weekend. Ci sar quella che potremmo definire, coniando un neologismo, “finestrizzazione sociale” – conclude il docente – Dovremo cio abituarci a convivere con finestre di tempo e turni, che scandiranno le attivit quotidiane, come il lavoro o le lezioni, per permettere a tutti di vivere, lavorare e divertirsi in sicurezza.

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