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Bekaert, esaurita la Cig Covid per i lavoratori: partono 113 licenziamenti

Vertenze

di Diana Cavalcoli

Dopo tre anni di incertezza sono arrivate le lettere di licenziamento per 113 lavoratori della Bekaert di Figline Valdarno, in provincia di Firenze. Per i dipendenti dell’azienda, dove si produceva steel cord ovvero il filo d’acciaio degli pneumatici, terminato il periodo di cassa integrazione Covid e in mancanza di una proroga della Cig sono scattati i licenziamenti. A rivelarlo sono fonti sindacali. Come si sia potuti arrivare a una simile situazione lo spiega la cronaca recente. Nei giorni scorsi l’azienda, presente al tavolo presieduto dalla viceministra Todde, ha rigettato la richiesta dei sindacati per un prolungamento degli ammortizzatori sociali fino al 24 giugno motivando questa decisone con l’assenza di un orizzonte per la reindustrializzazione della fabbrica. In parallelo il 4 maggio decine di lavoratori hanno protestato davanti allo stabilimento per chiedere risposte, tutele e prospettive certe . Che ad oggi non sono per arrivate.

Il caso

Il caso Bakaert risale al 2018 quando viene annunciata la dismissione della fabbrica ex Pirelli che all’epoca contava oltre trecento dipendenti. In tre anni tra promesse e tavoli di discussione non stata trovata una soluzione che riguardasse tutti i lavoratori. Dure le parole di Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze Prato. Siamo in questa situazione - ha spiegato in una nota - perch il 24 febbraio scorso Fim, Uilm e Regione Toscana hanno firmato i licenziamenti: se l’azienda ha avuto un atteggiamento inaccettabile, la Regione purtroppo non ha saputo svolgere un ruolo politico in questa vertenza. un paradosso licenziare mentre in atto il blocco dei licenziamenti: per questo patrocineremo come sindacato eventuali cause che i lavoratori vorranno intentare. Pochi giorni fa il sindaco della Citt metropolitana Dario Nardella aveva detto: Non intendiamo cedere su Bekaert. Questa vertenza innanzitutto difesa della vita e del lavoro di centinaia di persone che vengono abbandonate a se stesse.

L’ultima nota dell’azienda

Per riassumere la posizione aziendale utile poi riportare l’ultimo comunicato diffuso dai vertici di Bakaert. Nella situazione data, pur in assenza di un nuovo accordo sindacale, l’azienda rimane comunque disponibile e impegnata per favorire la reindustrializzazione del sito e il ricollocamento dei lavoratori. In riferimento alla videoconferenza con il ministero dello Sviluppo economico la societ precisa: Nel corso della riunione non sono emerse novit sul fronte delle proposte di potenziali investitori (pubblici e privati) in merito possibili scenari di reindustrializzazione del sito emersi tra il 2019 e il 2020. Anche il piano industriale presentato da un’azienda del settore, e che era stato giudicato sostenibile da Invitalia, non ha prodotto ad oggi gli sviluppi attesi per la mancanza di un ulteriore investitore privato. Il ministero ha tuttavia manifestato l’intenzione di verificare la fattibilit di nuovi progetti industriali, che nel medio-lungo periodo potrebbero coinvolgere il sito Bekaert di Figline Valdarno.

L’azienda ricorda infine che gli accordi sottoscritti tra le parti lo scorso 24 febbraio, dopo quello siglato lo scorso 2 ottobre 2018 presso il Mise e i successivi sottoscritti nel 2019 e 2020, hanno permesso in questi anni di trovare soluzioni per complessivamente 208 lavoratori. Mentre per i 110 dipendenti di Figline Valdarno (le cui attivit produttive sono cessate a fine 2018) ancora in forze ad oggi (data ultima di scadenza dalla Cigs), gli accordi di febbraio hanno previsto la possibilit di un ulteriore contributo economico.

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