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Bielorussia, le ong denunciano: "Torture contro i manifestanti". Tikhanovskaja : "Basta violenze, al governo chiedo dialogo"

MINSK - Attivisti e osservatori dei diritti umani affermano che ci sono prove crescenti della brutalità della polizia contro le persone che sono state detenute in Bielorussia, dopo le proteste per le elezioni presidenziali che hanno sancito la contestatissima riconferma di Alexandr Lukashenko. Alcune delle 6.700 persone detenute da domenica sono state rilasciate ed hanno denunciato maltrattamenti, percosse comprese, riferisce la Bbc. Amnesty International ha detto che i resoconti suggeriscono "torture diffuse".

Angela Merkel e altri leader europei si sono espressi a favore di sanzioni contro la Bielorussia. Merkel inoltre ha chiesto la scarcerazione immediata di oppositori e attivisti. "Abbiamo bisogno di ulteriori sanzioni contro coloro che hanno violato i valori democratici o abusato dei diritti umani in Bielorussia". Lo ha twittato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. "Sono fiduciosa - aggiunge - che la discussione odierna dei ministri degli Esteri dell'Ue dimostrerà il nostro forte sostegno ai diritti delle persone in Bielorussia, alle libertà fondamentali e alla democrazia. Alcuni dei manifestanti rilasciati hanno condiviso immagini sull'app di messaggistica Nexta che mostravano i loro corpi gonfi e contusi, con le lesioni che sarebbero state causate dalla polizia. Nell'audio condiviso da un giornalista della Bbc, si potevano sentire delle urla da un centro di detenzione di Minsk. "Ci hanno detto che i centri di detenzione sono diventati camere di tortura, dove i manifestanti sono costretti a giacere per terra mentre la polizia li prende a calci e li picchia con i manganelli", ha detto Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale. Accuse alla brutalità delle forze di sicurezza sono arrivate anche da cinque esperti di diritti umani dell'Onu.

Il ministro dell'Interno Yuri Karayev ha detto di essersi assunto la responsabilità per i feriti durante le proteste e che vorrebbe scusarsi con coloro che sono rimasti coinvolti nelle violenze. Secondo gli osservatori, le dichiarazioni ufficiali e il rilascio dei prigionieri hanno suggerito un approccio più conciliante dopo l'indignazione pubblica e la condanna internazionale per la risposta della polizia. Ieri la Germania, da presidente dell'Ue, ha convocato l'ambasciatore bielorusso e a Bruxelles è aperta l'ipotesi sanzioni contro il regime.

Tra i manifestanti fermati, anche un giornalista italiano, Claudio Locatelli.


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Privi di acqua, cibo e sonno durante la detenzione, torturati con l'elettricità e bruciati con le sigarette, sono stati trattenuti a centinaia in celle destinate a quattro/sei persone, hanno testimoniato diversi manifestanti all'Afp . "Sono stato colpito duramente alla testa. La mia schiena è coperta di lividi dopo che mi hanno picchiato con un bastone", ha detto Maxim Dovzhenko, 25 anni, sostenendo che non aveva neanche partecipato alle proteste: la sua colpa è stata quella di essere sulla scena al momento della repressione della polizia.

Giovedì sera le autorità hanno annunciato di aver rilasciato più di mille manifestanti. Le liberazioni dei manifestanti, in particolare della prigione di Okrestina, a Minsk, hanno dato vita giovedì sera a scene commoventi, riferisce Afp. Molti ex prigionieri avevano il capo chinato e si rifiutavano di parlare. Più di 1.000 ricercatori bielorussi hanno firmato una lettera "contro la violenza", mentre gli operatori sanitari si sono riuniti davanti alle loro strutture. Gli artisti della Filarmonica di Minsk hanno anche cantato canzoni patriottiche davanti all'edificio.

Per i manifestanti, è stata Svetlana Tikhanovskaja, a vincere. Le autorità bielorusse hanno confermato la morte di un uomo in custodia e di un manifestante a Minsk. Gli Stati Uniti e l'Ue hanno denunciato la frode elettorale e la repressione, minacciando Minsk di sanzioni.

Oggi è prevista una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dell'Ue sulla situazione nel Paese. Tikhanovskaja, 37 anni, ha chiesto dal suo esilio in Lituania un'indagine ufficiale sulla "falsificazione delle elezioni" e ha invitato il governo a far cessare le violenze e aprire la strada al dialogo.

. Lukashenko, 65 anni, non ha mai lasciato che nessuna opposizione prendesse piede. La precedente ondata di protesta, nel 2010, era stata duramente repressa.


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