Italy

Blocco della metro C,adesso indaga la Procura

Il Garante degli scioperi striglia Atac e decide di inviare alla Procura la documentazione relativa al picco di assenze registrato lo scorso 23 novembre sulla linea C della metro, rimasta bloccata per oltre cinque ore: situazione anomala, con il 9 per cento degli addetti che non si è presentato al lavoro, a fronte di una media dello 0,5 per cento. Secondo l’Authority, si è trattato di «un’azione collettiva concertata (i certificati medici sono stati inviati all’ultimo momento e il giorno seguente molti agenti di linea sono rientrati in servizio, ndr) che ha arrecato grave disagio al diritto alla mobilità dei cittadini utenti».

Il Comune, nel frattempo, sta valutando di prorogare oltre il 3 dicembre l’apertura della Ztl in Centro per agevolare l’accesso al cuore pulsante della città, che soffre la doppia desertificazione causata dalla mancanza di turisti e dagli uffici vuoti per effetto dello smart working. Già domenica sera, dal post che annunciava il ritorno di «Spelacchio» in piazza Venezia, traspariva l’orientamento della sindaca: «Sono certa che tante famiglie e persone verranno in Centro per lasciarsi avvolgere dall’atmosfera del Natale e magari, durante le loro passeggiate, entreranno nei negozi per fare acquisti. È il momento di essere solidali gli uni con gli altri». La decisione trova sponda nell’assessore al Commercio, Carlo Cafarotti, e in una parte dei consiglieri M5S, ma non piace, tra gli altri, al responsabile della Mobilità, Pietro Calabrese, e al suo omologo in commissione, Enrico Stefàno, che insiste: «Dentro la Ztl centro storico non esiste offerta di sosta legale, tenerla aperta crea soltanto maggiore congestione».

La richiesta di rinnovare la deroga arriva anche dalle altre forze politiche: «Ci auguriamo che il coraggio di chi alza la saracinesca tutti i giorni, nel pieno rispetto delle misure anti-Covid, dia una scossa a Raggi per lasciare aperta la Ztl in centro storico, a Trastevere, Testaccio e San Lorenzo». Favorevole anche il capogruppo di FdI in aula Giulio Cesare, Andrea De Priamo: «I varchi vanno tenuti aperti, si potrebbero studiare misure mirate per i giorni di ressa contingentando gli ingressi in via del Corso». Auspica «scelte condivise, e non calate dall’alto» il consigliere della Lega Davide Bordoni: «È stato dimostrato che le chiusure e la mancanza di alternative portano la gente ad ammassarsi, solo con la logica delle aperture e delle differenziazioni di orari si favorisce il rispetto del distanziamento sociale».

In attesa del nuovo Dpcm, Raggi sta per firmare la nuova ordinanza per rimodulare gli orari delle attività commerciali: alimentari, supermercati e panificatori potranno iniziare ad accogliere i clienti entro le 8.15 (prima l’avvio era tra le 7 e le 8); entro le 9.15 via libera a laboratori artigianali, negozi di abbigliamento, ferramenta e librerie (finora gli artigiani potevano alzare la serranda tra le 9.30 e le 10, gli altri tra le 10 e le 11). Si sta inoltre valutando l’ipotesi di prolungare l’orario di apertura fino allo scoccare del coprifuoco alle 22.

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