Italy

Bonaccini: «Basta con i tagli ai vaccini e con i ritardi delle consegne Per il piano servono più fiale»

ROMA - Il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, sprona il governo a seguire la Gran Bretagna, che ha raggiunto l’immunità di gregge e ritorna alla vita: «La lezione inglese? Vaccinare l’intera popolazione nel più breve tempo possibile».

È preoccupato per le consegne di aprile e maggio?

«Come non esserlo, dopo mesi di ritardi e tagli? Adesso però basta. I 50 milioni di dosi entro giugno e gli 80 nel terzo trimestre devono essere garantiti, per vaccinare tutti gli italiani entro la fine dell’estate».

Perché non si riesce a fare quel cambio di passo che Draghi ha invocato?

«Confido nel cambio di passo che il governo ha annunciato e che in parte si comincia a vedere. Il problema non è l’organizzazione, è che mancano le dosi. Le multinazionali non hanno rispettato i contratti e trovo vergognoso che Astrazeneca tagli ancora la fornitura. Non so cosa debba ancora accadere perché la Ue prenda provvedimenti durissimi. Stiamo parlando della vita delle persone».

Vuole ricordarlo anche alle regioni in affanno?

«Non mi permetto di giudicare gli altri. So che noi ai primi di maggio finiremo gli ultraottantenni con la doppia dose e a maggio gli over 70 con Astrazeneca, sperando non venga rifiutato. Da noi i primi segnali sono buoni. Per la scienza è un farmaco sicuro, dobbiamo fidarci. Lo dicono i numeri e lo conferma la Gran Bretagna. L’Emilia-Romagna è la prima grande regione per persone immunizzate in rapporto alla popolazione. Se avessimo dosi sufficienti ne somministreremmo oltre un milione al mese».

Se un over 80 su tre non ha avuto la prima dose, il traguardo di 500 mila al giorno è un miraggio?

«Voglio avere fiducia nella determinazione di Draghi e nel generale Figliuolo, il quale ha promesso che le dosi aumenteranno. In Emilia-Romagna abbiamo grandi hub in ogni provincia che lavorano fino a mezzanotte e oltre 140 punti distribuiti capillarmente sul territorio. Le nostre farmacie stanno facendo un grande lavoro coi tamponi e sono pronte a fare altrettanto coi vaccini. Ma ne servono molti di più di quelli arrivati finora».

Se arriveranno riuscirete a tenere il passo?

«Noi siamo pronti a farle, come il commissario Figliuolo ha potuto constatare di persona. Giovedì ho voluto testare la macchina dell’Emilia Romagna, in un giorno siamo arrivati senza problemi a 31 mila, ma per non restare senza dosi siamo dovuti tornare alle classiche 20, 23 mila di media».

È giusto congelare le prenotazioni per le categorie ex prioritarie?

«Dobbiamo completare le vaccinazioni dei soggetti anziani e fragili perché sono quelli più a rischio. Reparti e terapie intensive dicono con certezza da dove partire, in Emilia-Romagna lo stavamo già facendo».

Zaia sprona Draghi a scandagliare il mercato, anche parallelo, per trovare i vaccini. Concorda?

«L’Europa deve far rispettare i contratti e reperire quanti più vaccini possibile fra quelli autorizzati. Dobbiamo vaccinare adesso e dovremo farlo nei prossimi anni, quando probabilmente servirà fare i richiami. Non possiamo continuare a dipendere da forniture estere, rendiamoci indipendenti accelerando sulla produzione in Italia».

Lei spinge per le riaperture già ad aprile, o è più sicuro aspettare maggio?

«È bene non illudere nessuno, ma bisogna preparare un piano. Dove la curva scende sotto le soglie di rischio, i reparti si liberano e le vaccinazioni proseguono rapide, bisogna creare le condizioni per possibili riaperture in sicurezza».

«È giusto che ragazze e ragazzi tornino a una normalità che è stata loro negata per troppo tempo. Sono sicuro che il rispetto delle regole aiuterà a contenere un rischio che non si può cancellare».

Lei ha dovuto cedere a Fedriga la guida della Conferenza. Un presidente leghista sposterà a destra la politica delle riaperture?

«Trovo ridicolo che le forze politiche si dividano tra aperture e chiusure e chi lo fa scende nei sondaggi. In questi sei anni rivendico di aver sempre tenute unite le regioni nel confronto con i diversi governi e sono sicuro che Fedriga saprà mettere davanti a tutto l’interesse dei cittadini e delle comunità».

Lei è stato criticato per aver giocato di sponda con Salvini. Letta che lo incontra le dà ragione?

«Nessun gioco di sponda, le mie posizioni sono spesso in antitesi rispetto a Salvini. Dopodiché capita anche di condividere singole proposte. Lega e Pd fanno parte dello stesso governo e Letta fa benissimo ad assumere ogni iniziativa tesa a rafforzare l’esecutivo e la centralità del Pd».

Football news:

Vlašić ha superato Cristiano, ma è partito da Muriel, e Lukaku ha un record di 88% : continuiamo a scegliere il miglior giocatore della stagione in Serie A
Punizione per 9 club della Super League: una donazione totale di 15 milioni e un rifiuto del 5% dei proventi europei. Con il Real Madrid, la Juve e la barca, la UEFA promette di capire di più
Neymar estenderà il contratto con il PSG fino al 2026. Annunciano può sabato
L'Arsenal può firmare Onan se la sua squalifica viene ridotta. Ajax vuole un portiere di 14 milioni di euro
Lille mantiene il vantaggio in campionato 1 per due turni prima della fine. Le ultime partite - con Saint-Etienne e Angers
Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha risposto a una domanda su tre club che non sono ancora usciti dalla Super League: Real Madrid, Juventus e Barcellona
Golovin ha superato il test negativo per il coronavirus