Italy

Brutta Juve, ma per il processo a Pirlo è presto

Cristiano Ronaldo ha salvato la Juventus all'Olimpico contro una Roma già all'ultima spiaggia pur essendo solo alla seconda giornata del campionato. Ci ha pensato il campione portoghese, con una doppietta, a sigillare un pareggio non disprezzabile per la classifica anche se negli occhi resta una brutta Juve. Slegata in campo, senza equilibrio, imprecisa sia davanti che dietro; molto più simile a quella di Sarri che a Pirlolandia, come troppo frettolosamente è stato ribattezzato lo sbarco in panchina dell'ex architetto di tanti trionfi. Se ha giocare così fosse stata la Juve del finale della scorsa stagione, Sarri sarebbe stato accompagnato da giornate di critiche e dubbi. Per Pirlo non è giusto che sia così, anche se qualche domanda è lecita porla visto che la Roma rappresentava il primo ostacolo di un certo livello sulla strada bianconera.

Fatta la premessa che non è tempo di processi, ecco cosa non si è capito della Juventus di Roma. Intanto l'equilibrio difensivo, perso quasi subito e ritrovato per paradosso una volta rimasta in inferiorità numerica dopo l'espulsione di Rabiot. Pirlo vuole una fase di riaggressione immediata per recuperare il pallone nei primi secondi dell'azione altrui: concetto corretto, ma se non funziona è troppo pericoloso esporsi a continue situazione di superiorità di centrocampisti e attaccanti avversari. Contro la Roma, nel primo tempo, è accaduto spesso ed è stato pagato come gol incassati e occasioni concesse.

Difendere correndo avanti era un dogma anche per il calcio di Sarri. La Juventus non lo ha digerito un anno fa e fa fatica a digerirlo anche adesso. A centrocampo, in attesa di vedere Arthur in buona condizione, sembra mancare un po' di qualità oltre che di adattamento ai ritmi del calcio italiano. McKennie e Ramsey sono assaltatori. Rabiot continua a essere discontinuo. Il risultato è una squadra che ha concesso tanta libertà di tiro alla Roma ed è stata salvata dall'imprecisione di Dzeko e Mkhitaryan.

Davanti è presto per qualsiasi giudizio. Manca Dybala all'appello e Morata è stato lanciato quasi senza il tempo di rodarne i movimenti con Ronaldo che rimane il vero valore aggiunto. Se c'è una sensazione che si sta consolidando, però, è che Pirlo sta ottenendo da CR7 la disponibilità a stringere un po' più il suo raggio d'azione verso il centro. Non un numero '9' vero (per quello è stato preso Morata), ma una punta meno legata alla fascia sinistra da dove il portoghese ama partire. Visti i risultati dei primo 180 minuti - 3 gol segnati, 7 tiri in porta e 8 occasioni da rete create - potrebbe non essere una cattiva notizia per la Juventus.

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