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Buoni-spesa Napoli, piano per evitare truffe: solo chi ha bisogno avrà i 300 euro

Fari puntati al Comune di Napoli sui buoni-spesa che saranno distribuiti ai cittadini bisognosi nei prossimi giorni. Le card da 100 euro a settimana a famiglia (fino a un massimo di 300 euro per il momento) per comprare gli alimenti nei negozi convenzionati. Massima attenzione su come saranno individuati i beneficiari, considerando che Palazzo San Giacomo ha tagliato fuori tutti i percettori del reddito di cittadinanza che a Napoli sono 118mila, per i quali c'erano già gli elenchi dell'Inps che potevano essere utilizzati per i controlli. Per avere il buono-spesa invece ci si baserà su una autocertificazione sull'assenza di reddito e di sussidi. Ma i controlli come saranno? Di massa o a campione? Mentre i Caf, tramite apposita convenzione, secondo la delibera del Comune, potrebbero fornire assistenza alla compilazione della domanda e aiutare chi non ha il computer o internet. Il Comune sta studiando le misure anti-furbi per evitare che qualcuno se ne approfitti. Il rischio da scongiurare a tutti i costi è che il buono-spesa possa essere utilizzato a fini clientelari. Proprio per questi motivi, stamattina, cinque consiglieri comunali sono andati a Palazzo San Giacomo per chiedere chiarimenti in proposito. Si tratta di Salvatore Guanci (Fi), Marco Nonno (FdI-An), Aniello Esposito e Diego Venanzoni (Pd) e Anna Ulleto (Gruppo Misto). I consiglieri avevano chiesto di incontrare l'assessore al Welfare Minica Buonanno, che però non era disponibile, e hanno incontrato il vicesindaco Enrico Panini, chiedendo l'istituzione di un tavolo permanente, per vigilare sulle distribuzioni dei viveri alla popolazione. Un nuovo incontro è stato fissato per domani mattina alle 9 in Sala Giunta.

In requisiti per avere il buono-spesa

Il Comune con la delibera approvata lunedì sera ha ammesso al buono due categorie di persone: i cittadini residenti nel territorio del Comune di Napoli, anche titolari di residenza di prossimità. In quest'ultimo caso, per esempio, i senzatetto, che hanno residenza nella casa comunale. Nonché i cittadini immigrati “richiedenti asilo” o “in attesa di protezione internazionale”, che quindi soggiornano regolarmente nel nostro territorio. Il requisito è al momento della pubblicazione della delibera non avere reddito o averlo perso a causa delle limitazioni agli spostamenti e alla chiusura delle attività per il Coronavirus. Questi requisiti andranno confermati mensilmente in relazione alla condizione economica, considerata la presumibile graduale ripresa delle attività. Sono stati esclusi invece i percettori di sussidi pubblici, come il reddito di cittadinanza, chi ha un contratto di lavoro in essere, chi ha diritto a usufruire di ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione, nonché i titolari di pensione.

L'autocertificazione online

Per fare domanda per il buono-spesa da 300 euro bisognerà compilare un modulo online che il Comune pubblicherà nei prossimi giorni sul suo sito, con allegata l'autodichiarazione sui requisiti. I tecnici del Comune sono già al lavoro per realizzare la piattaforma digitale informatica, che sarà consultabile direttamente dal sito istituzionale dell'Amministrazione. I cittadini che hanno difficoltà a fare la domanda on line potranno chiamare il numero dedicato 0817955555 e gli operatori li aiuteranno nella compilazione del modulo telematico.

I dubbi dei consiglieri

Ma restano alcuni dubbi sui quali i cinque consiglieri hanno chiesto chiarimenti. Quali? Perché ad esempio escludere a priori tutti i percettori di reddito di cittadinanza che in alcuni casi è inferiore a 500 euro? Analogamente sono esclusi anche gli anziani con pensione minima sociale, spesso inferiore a 400 euro. Anche la cassa integrazione minima salariale può essere inferiore a 500 euro. Come ci si comporterà con gli occupanti abusivi delle case popolari, per i quali è in corso una sanatoria? Come verranno fatti i controlli sulle autocertificazioni? Quale sarà il ruolo dei Caf? E come verranno selezionati i negozi autorizzati ad accettare i buoni-spesa?

"Da un primo approfondimento – scrivono in una nota i consiglieri Salvatore Guanci (Fi), Aniello Esposito e Diego Venanzoni (Pd), Marco Nonno (FdI-An), Anna Ulleto (Gruppo Misto) – diverse categorie e soggetti beneficiari, così come normati dalle indicazioni dell'Anci e da alcune verifiche fatte, comparando gli atti della giunta napoletana con altri importanti comuni, pare siano fortemente discriminati. Siamo in presenza della nascita di categorie  cosiddette "nuove povertà", venutesi a creare a seguito della terribile pandemia corona virus alle quali deve andare necessariamente il nostro sostegno. Siamo stati ricevuti dal vicesindaco Enrico Panini il quale si è reso subito disponibile e si è impegnato ad aggiornarci nella giornata di domani.È del tutto evidente che un atto così complesso, peraltro emanato su indicazioni del governo e che riguarda tutta la città, ha la necessità del pieno coinvolgimento dei territori e di tutte le forze politiche della città, senza appartenenze e senza distinzioni di ruoli. Non è il momento di dividersi, le forze di opposizioni chiedono di fare squadra".

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