Italy

Calano contagi ma addio al Natale. Iss: "Non abbassiamo la guardia"

La curva dei contagi cala, ma l'allarmismo dell'Istituto superiore di sanità (Iss) mantiene la medesima intensità, anche con lo scopo di far andare giù agli italiani l'amara pillola del Natale in clausura e lontano dagli affetti. Ad illustrare ciò che confermerebbe questa situazione è il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro, che ha parlato durante la conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale Covid della Cabina di regia al ministero della Salute.

"La circolazione di Sars-Cov-2 sta vedendo una decrescita un po' in tutta Europa. E questo avviene anche in Italia", dichiara infatti Brusaferro, come riportato da AdnKronos, mettendo comunque in guardia il nostro Paese. "L'errore peggiore che possiamo fare in questa fase è quello di rilassarci: se allentiamo l'attenzione in una o due settimane la curva riparte".

La questione sovraccarico degli ospedali, secondo il presidente dell'Iss, resta ancora troppo alta e bisogna puntare ad un ulteriore decremento dei casi di contagio quotidiani per evitare situazioni di criticità. "Oggi dieci regioni sono ancora a rischio alto. Di queste, nove sono classificate a rischio alto da più di tre settimane, sono al massimo sforzo da lungo tempo e dobbiamo fare in modo che rapidamente decrescano". Necessario abbassare ulteriormente l'Rt: "Oggi vediamo un quadro che ci lascia intravedere una prospettiva di riduzione, ma dall'altro lato ci richiama a una grande responsabilità a tutti i livelli nel garantire il rispetto delle misure. Il Paese con la sua azione corale sta mostrando che è in grado di modellare la curva. L'unico modo per ridurre drasticamente i casi è avere un indice di contagio Rt sotto l'1, voglio ribadirlo".

Qual'è la strada migliore da percorrere per Brusaferro? L'ulteriore abbattimento delle interazioni fisiche tra gli italiani, parenti compresi. "Bisogna evitare tutte le occasioni di aggregazione, limitare al massimo anche nelle proprie abitazioni il numero di persone che si ritrovano", ammonisce il presidente dell'Iss. "Bisogna impedire in tutti i modi gli assembramenti, fare in modo che la distanza interpersonale, l'uso della mascherina e l'igiene delle mani siano dei mantra".

E qui arriva la pietra tombale anche sul Natale, già predisposta dalla maggioranza giallorossa. "Credo dunque che dovremo immaginare un Natale con una sua unicità rispetto agli anni precedenti, dove gli affetti, le aggregazioni, la vicinanza e la condivisione dovremo viverla in dimensione Covid", aggiunge Brusaferro."Ora è tempo di abbassare la curva e credo che con questi numeri sia difficile immaginare qualsiasi tipo di spostamento di massa".

A rincarare la dose ci ha pensato anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), nel corso della medesima conferenza stampa: "La celebrazione litutgica del Natale dovrà essere resa compatibile con le misure concordate con la Cei". Sulle festività più in genere, Locatelli non usa giri di parole: "Chiaro che quello che siamo abituati a vedere a Capodanno, con feste e assembramenti nelle piazze e nelle strade, è assolutamente inimmaginabile e incompatibile con la situazione epidemica. Questo va detto con assoluta chiarezza. Sugli assembramenti non si attira mai a sufficienza attenzione". Un Natale diverso da quello che siamo abituati a trascorrere con parenti ed amici, spiega il presidente del Css, "il primo e ultimo auspicabilmente da quanto potranno offrirci i vaccini".

Per quanto riguarda il rischio migrazione di massa dei vacanzieri verso la Svizzera, che non ha chiuso gliimpianti sciistici, Locatelli auspica la realizzazione di misure univoche nei Paesi europei. "Penso che meriti una riflessione il fatto che in qualche modo si configura anche quella che potrebbe essere una situazione di disponibilità ad accogliere turisti italiani sulle piste svizzere. Non credo che sia questo il momento neanche per un Paese che è fuori dalla Comunità europea, ma è anche con noi confinante, per diversificare e creare delle occasioni di tentazione di migrazione in una fase in cui dobbiamo prioritariamente tutelare la salute e il contenimento della curva epidemica".

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