Gli avevano offerto 30 milioni di sterline in tre anni per stare sotto i riflettori per un paio di giorni. Ma per Beckham non erano sufficienti: alla fine, la Electronic Arts ha dovuto sborsare ben 40 milioni di pound (quasi 45 milioni di euro) per poter avere il bel David su FIFA 21, il prodotto di punta dell'azienda statunitense di videogiochi. L'ex calciatore inglese, oggi presidente del club americano Inter Miami, non dovrà fare altro che sottoporsi a delle sedute di motion capture: grazie a un sistema di telecamere ed elettrodi, i team grafici hanno l'obiettivo di rendere i personaggi dei videogames sempre più simili ai loro modelli umani. E da dicembre l'ex Spice Boy (di anni ne ha ormai 45) potrà essere utilizzato dai milioni di ragazzi - e non solo - che ogni autunno attendono con ansia l'uscita del nuovo episodio di FIFA, sempre in vetta alle classifiche dei videogiochi più venduti.

Un calo dei 42%

Eppure, il lancio di FIFA 21 non è andato bene come gli anni passati: nel Regno Unito, la vendita di copie fisiche ha fatto registrare un -42% rispetto allo scorso anno e per la prima volta sono state vendute più copie digitali che fisiche. I numeri sono ancora provvisori ed è probabile che molti videogiocatori siano in attesa del 4 dicembre, giorno in cui verrà rilasciata la versione next gen dedicata alle nuovissime - e già introvabili - console PlayStation 5 e Xbox Series X. La speranza della Electronic Arts è che l'inserimento di Beckham tra le Icone della versione FUT di FIFA  21 - che già comprende 100 grandi ex calciatori, tra cui Pelè, Maradona, Cruyff, Roberto Baggio e Zidane - contribuisca a spingere ancora più alto il ricavato delle microtransazioni che gli utenti effettuano per costruirsi la squadra perfetta e sfidare giocatori provenienti da tutto il mondo.

Un miliardo di dollari

Sì, perché con la modalità degli acquisti in-app, le case di produzione di videogiochi riescono a guadagnare cifre da capogiro: per il solo FIFA 20, si calcola che Electronic Arts abbia ricevuto micropagamenti dai giocatori di tutto il mondo per oltre un miliardo di dollari. Il settore dei videogiochi fa ormai da anni la parte del leone nel mondo dell'intrattenimento, con un pubblico di quasi 3 miliardi di persone e un fatturato complessivo che nel 2020, complice anche la pandemia che ha costretto gente di tutto il mondo a rimanere a casa per il lockdwon, dovrebbe superare i 160 miliardi di dollari: un volume d'affari maggiore di cinema e musica messi insieme. E non è certo un caso che le grandi aziende videoludiche puntino alle stelle dello showbusiness per fare impennare ancora di più i ricavi: premi Oscar come Gary Oldman e Kevin Spacey hanno prestato la voce o il volto per lo sparatutto Call of Duty, il rapper Travis Scott è stato ingaggiato da Fortnite per un concerto virtuale seguito da oltre 12 milioni di giocatori di Fortnite (altro videogioco campione d'incassi negli ultimi anni) e la cantante inglese Dua Lipa sarà presente proprio su FIFA 21 nella nuova modalità Volta, dedicata al calcio da strada.

Beckham nuovo ambasciatore

Insomma, c'è da star certi che la Electronic Arts si sia fatta due conti prima di investire 40 milioni di dollari per fare di Beckham il suo nuovo ambasciatore per i prossimi tre anni. In rete c'è chi fa notare che l'inglese non ha mai avuto contratti così remunerativi nemmeno all'apice della sua carriera da calciatore. E lo stesso David, uno dei primi calciatori diventati icone anche fuori dal rettangolo verde - dal matrimonio con l'ex Spice Girl Victoria Adams ai numerosissimi sponsor che continuano a contenderselo a sette anni dalla sua ultima esperienza da calciatore con il Psg - ci scherza su, ricordando che era già stato scelto per la copertina di FIFA 98 e twittando: "Speriamo che adesso i miei figli Romeo e Cruz pensino che sono un papà cool".