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Camera,Grillo blinda Crippa capogruppo Nomine M5S, strada in salita per Conte

M5S, nuove tensioni. Grillo blinda Crippa, ma Conte non ci sta

Tempo di nomine in casa M5S. Sono giorni che Giuseppe Conte ripete nei colloqui riservati: “Dobbiamo riorganizzarci innanzitutto sui territori, ci giochiamo tutto su questo”. Cioè sulla nuova struttura, nei suoi piani da costruire partendo dai nuovi capigruppo. Però c’è sempre Beppe Grillo, con cui è stata solo tregua formale dopo il durissimo scontro in estate. Il Garante, che nelle telefonate con i big continua a dirsi “molto preoccupato per la situazione” come ribadisce un 5Stelle di peso. E che ieri è parso blindare il capogruppo alla Camera Davide Crippa, suo fedelissimo, che Conte vorrebbe sostituire a breve: molto prima della scadenza naturale del Direttivo, a dicembre.

Ieri però - si legge in un articolo su Il Fatto Quotidiano - Grillo ha pubblicato sul suo blog un post proprio di Crippa, “Pandemia energetica”, sul rincaro dei prezzi di energia e gas. Ed è sembrato un segnale, per fare muro al piano di Conte. Un bel problema per l’avvocato, che aveva rinviato tutte le nomine a dopo le amministrative per evitare contraccolpi sulla campagna elettorale. Temeva che gli esclusi potessero tirare indietro la gamba. Ora deve cominciare a scegliere. Ci sono “70-80 persone” da nominare, ha calcolato di recente l’ex premier, tra segreteria e comitati vari.

Ma Conte vorrebbe costruire la struttura per gradi, iniziando dai capigruppo. Perché farli eleggere dopo le nomine rischierebbe di esporre gli eletti scelti dal leader a vendette incrociate nelle votazioni dei gruppi parlamentari. E poi a breve scade il capogruppo in Senato, Ettore Licheri: e Conte sarebbe orientato a riconfermarlo. Anche se le indiscrezioni danno come possibile la candidatura anche di Maria Domenica Castellone, già ora nel Direttivo. Ma è alla Camera il passaggio più delicato, perché a Montecitorio c’è Crippa. Conte vorrebbe sostituirlo con Alfonso Bonafede, uomo di strettissima fiducia, che potrebbe essere anche il perfetto pontiere con Luigi Di Maio, l’unico big che controlla ancora almeno una parte del gruppo parlamentare.

Però per arrivare alla nuova votazione - continua ancora l'articolo de Il Fatto - servono prima le dimissioni dell’attuale Direttivo, partendo da quelle del veterano Crippa: non convinto di farsi da parte, raccontano più fonti. Anche Grillo sembra non troppo d’accordo. E sarebbe la conferma del perdurante gelo tra lui e Conte. Alimentato dai messaggi inviati in questi giorni da diversi parlamentari al Garante, invocato a Roma come un salvatore. La sua discesa nella Capitale, ventilata per la prossima settimana, è stata velocemente smentita. Ma la situazione nel M5S resta complicata.

Innanzitutto a Montecitorio, dove Conte dovrebbe pescare uno dei vicepresidenti della sua segreteria, Riccardo Ricciardi, vicino a Roberto Fico, membro del Direttivo. Dovrebbero essere cinque, i vice, e di certo ci sarà Paola Taverna. Mentre vengono dati in corsa anche l’ex reggente Vito Crimie la viceministra al Mise Alessandra Todde. Ma per i vicepresidenti bisognerà aspettare ancora. Anche perché ci sono da costruire pure i vari comitati. Quello incentrato sui temi economici dovrebbe avere come membri la viceministra all’Economia Laura Cas telli, Stefano Buffagn i e Michele Gubitosa. E andrà varato in tempi rapidi anche il comitato per i rapporti di prossimità territoriale, centrale per Conte. Ci sarà invece da attendere, molto, per la scuola di formazione.