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Canosa, ucciso per avere difeso un'amica dallo stalker

Non ce l’ha fatta Cosimo Damiano Bologna. Il 50enne di Canosa di Puglia che aveva difeso un'amica da uno stalker è morto ieri all’ospedale Bonomo di Andria, provincia di Barletta-Andria-Trani, dopo quindici giorni di coma. Bologna, bracciante agricolo, era sposato e non aveva figli. La notte tra sabato 13 e domenica 14 novembre era con gli amici al bar Chixo, nel centro della città. Fra loro c’era anche Cinzia Caliendo, 40 anni, consulente del lavoro, che da tempo subiva lo stalking da parte di un 58enne, Domenico Bellafede.

Era quasi l’una, quando l’uomo è entrato nel locale, cercando di fomentare la lite: Bologna, per difendere l’amica, è uscito in strada con Bellafede, che l’ha aggredito prendendolo a pugni e, forse, anche con un bastone. Cinzia Caliendo è rimasta nel bar, terrorizzata. Intanto, il suo amico è stato colpito ed è finito a terra, perdendo i sensi. Bellafede che, secondo l’ordinanza del gip, «ha precedenti specifici», dopo l’aggressione è fuggito a bordo di una Jeep, e i clienti del bar hanno chiamato il 118 e la polizia.

Trasportato in ospedale, Bologna è stato subito operato ma, dopo due settimane di coma, è deceduto. Saranno le immagini di una telecamera di sorveglianza e l’autopsia a chiarire se Bologna sia morto perché ha battuto la testa quando è caduto a terra, o se la frattura frontoparietale che i medici hanno riscontrato sia stata provocata da una bastonata.

Bellafede è stato catturato una settimana dopo l’aggressione, e adesso si trova ai domiciliari con l’accusa di omicidio preterintenzionale. L’autopsia accerterà le cause della morte di Bologna: se l’esame confermerà che l’uomo è stato ucciso a bastonate, Bellafede sarà accusato di omicidio volontario.

Il sindaco Roberto Morra, per il giorno delle esequie, ha proclamato il lutto cittadino. «L’esempio di coraggio di chi ha difeso un'amica si è trasformato in tragedia e purtroppo Canosa piange una giovane vita spezzata da un gesto di brutale violenza che si fa fatica a comprendere ma che dobbiamo unanimemente condannare», ha scritto sui social. «È necessario che la città si fermi a riflettere sull'accaduto, un atto lontano dalla cultura e dal vivere civile della nostra comunità».

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