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Cantine aperte centra il bis I vignaioli: voltiamo pagina

BUTTRIO. L’edizione di maggio aveva riscosso un enorme successo, tanto che gli organizzatori hanno deciso di riproporla nel giro di poche settimane.

Tra oggi e domani, sono quindi oltre una ventina le aziende della provincia di Udine – tra cui i Colli Orientali – che accoglieranno gli amanti del buon vino a Cantine aperte, in vista della ripartenza del settore e del turismo in generale. Un appuntamento, peraltro, che arriva all’indomani delle parole dell’assessore regionale all’agricoltura, Stefano Zannier, sull’impossibilità di riaprire la discussione sul nome del Tocai, divenuto Friulano nel 2007.

Era stato il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, ad auspicare il contrario dal palco della festa del vino di Bertiolo, ma sono gli stessi operatori ad accogliere con scetticismo l’idea. «Sono d’accordo che non si torni indietro – commenta Michela Marinig, titolare dell’omonima azienda agricola di Prepotto – ma andiamo avanti.

È una cosa del passato, investiamo invece nella produzione, anziché cercare cavilli e ricominciare la parte legale». Poco distante, è concorde l’imprenditore Francesco Stanig, a capo dell’omonima azienda agricola di via Albana, anche se non nasconde l’amarezza: «Il Tocai ha ancora il suo perché, ma ormai sono passati tanti anni».

Ricorda che, quando arrivò la sentenza della Corte di giustizia europea, «abbiamo avuto dei problemi con le vendite, perché quando cambi il nome devi ripartire da zero con il cliente. Ora il Friulano è conosciuto, anche se è poco identificativo e troppo generico. Bisognava lavorare prima tenendo il pugno, ma è andata come sappiamo».

Per quanto riguarda Cantine aperte, invece, il suo bilancio del sabato è abbastanza positivo, complice anche l’abbinamento dei calici con alcuni piatti speciali. Sono stati una trentina a scegliere la location, mentre le altre della zona hanno sofferto per buona parte della giornata. Secondo i diretti interessati, le motivazioni della poca attrattività sono molteplici, a partire dal caldo che ha invogliato i più verso il mare.

«Oggi ho avuto ben poche persone – commenta Flavio Pontoni di Buttrio – ma molti non sanno nemmeno che c’era questo evento. È stato poco pubblicizzato, inoltre siamo in un weekend molto caldo».

A maggio, invece, il locale è stato preso d’assalto e già quell’appuntamento ha dato un segnale positivo per la ripartenza: «La voglia di uscire c’è, ho avuto anche diversi clienti che hanno alloggiato qui. Ma la clientela austriaca viene principalmente in primavera e autunno, anche se abbiamo registrato qualche presenza».

Anche Ermanno Maniero (Due torri di Corno di Rosazzo) traccia un bilancio magro: «La maggior parte delle prenotazioni sono per domenica, ma comunque minori rispetto a un mese fa». Per quanto riguarda la ripartenza, invece, «Cantine aperte è legato più alla sensibilizzazione che al mercato. Purtroppo, però, il potere d’acquisto delle famiglie si sta riducendo sempre più».

In ogni caso, i risultati di maggio fanno già ben sperare: «Ho registrato il doppio delle presenze degli ultimi anni – conferma Mattia Bianchini (Grillo Iole di Prepotto) – raggiungendo le 500 persone, mentre questa volta sarà forse un quarto. C’è stata poco pubblicità». 

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