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Cashback, verso la cancellazione del programma anti evasione del Conte uno

Manovra

Fortemente voluto dall’allora premier Giuseppe Conte (che l’aveva inserito anche nella versione di allora del Recovery plan italiano) e sostenuto dai Cinque Stelle, il programma metteva nel mirino l’uso del contante nelle transazioni quotidiane

di Andrea Carli

28 ottobre 2021

Cashback, ecco come cambiano le regole da gennaio

Il condizionale è ancora d’obbligo, almeno fino a quando sarà consultabile il testo definitivo del Ddl di bilancio, che sta per ottenere il via libera del Consiglio dei ministri. Ma le attese della vigilia vanno tutte nella stessa direzione: le due “vetture di punta” del Piano Italia Cashless , Cashback e SuperCashback - fino a qualche giorno fa ancora previste anche per il primo semestre del 2022 - sarebbero ora in procinto di rientrare ai box.

E questa volta le due macchine messe in pista dal Governo Conte uno a trazione M5s-Lega per ridurre l’uso del contante e incentivare l’uso di carte e app di pagamento, il tutto in funzione anti evasione, potrebbero abbandonare in via definitiva le corse, cancellate dalla nuova manovra. E ciò dopo aver affrontato nell’ultimo anno tornanti e salite, soprattutto dopo che a Palazzo Chigi è subentrata una nuova squadra.

Cavallo di battaglia del Conte uno

Avviato in via sperimentale durante le festività natalizie dello scorso anno ed entrato a regime all’inizio del 2021 (il primo semestre dell’anno si è chiuso con quasi nove milioni di registrazioni), fortemente voluto dall’allora premier Giuseppe Conte (che l’aveva inserito anche nella versione di allora del Recovery plan italiano) e sostenuto dai Cinque Stelle, il programma metteva nel mirino l’uso del contante nelle transazioni quotidiane. Obiettivo: creare le condizioni per far emergere molte operazioni in nero. Il Cashback prometteva di ottenere il rimborso del 10% sull’importo degli acquisti con le carte. Quanto invece al Super Cashback, ogni sei mesi i primi 100.000 che avessero fatto più operazioni avrebbero ottenuto 1.500 euro. Già sospeso per sei mesi, ovvero dallo scorso luglio fino alla fine di quest’anno, peraltro non senza fibrillazioni all’interno della maggioranza, pressing da parte di Fratelli d’Italia dall’opposizione e barricate alzate dai Cinque Stelle, l’ultima novità è che il programma viene archiviato anche nel 2022, mettendo a disposizione 1,5 miliardi per la copertura della riforma degli ammortizzatori sociali.

Le perplessità di Draghi

Un programma anti evasione che non ha mai convinto il presidente del Consiglio attuale. In occasione del primo stop, Draghi ne ha parlato come di una misura che «ha un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori», come aree urbane e al Nord, rischiando di accentuare le sperequazioni economiche».

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I furbetti

Non sono mancati casi di distorsioni in particolare sul fronte dei micropagamenti che, se ripetuti, hanno consentito di scalare le classifiche per ottenere il supercashback da 1.500 euro previsto per i primi 100mila che utilizzavano di più e carte. Non sono stati pochi i casi in cui anche un pagamento di 10 euro è stato frazionato in tanti pagamenti digitali da 0,50 centesimi. C’è chi ha spostato soldi da un conto all’altro utilizzando i nuovi pos portatili. Tanto che alla fine il gestore del Cashback, prima che l’esecutivo decidesse di sospendere il programma, ha fatto partire una campagna di controlli mirati nei confronti di chi sulla base di pagamenti frazionati ha cercato di aumentare il loro numero di transizioni proprio per cercare di rientrare tra i vincitori del Super Cashback. Poi la sospensione.