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Caso Eitan: il bambino trascorrerà tre giorni con la zia, poi tornerà con il nonno

Il giudice ha deliberato sul caso Eitan stabilendo un’alternanza tra le due famiglie: il bambino, quindi, passerà i prossimi tre giorni con la zia.

bambino
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In seguito a quanto stabilito dal giudice di Tel Aviv e in attesa della sentenza attesa per il prossimo 8 ottobre, il piccolo Eitan – unico sopravvissuto alla strage del Mottarone – si alternerà tra il nonno e la zia paterna Aya Biran, sua tutrice legale, osservando cicli di tre giorni.

A quanto si apprende, quindi, a breve il bambino trascorrerà del tempo con la zia.

Caso Eitan: il bambino trascorrerà tre giorni con la zia, poi tornerà con il nonno

A partire dalla giornata di venerdì 24 settembre, il piccolo Eitan trascorrerà tre giorni con la zia paterna Aya Biran, sua tutrice legale. Allo scadere del tempo pattuito, il bimbo tornerà a stare con il nonno per altri tre giorni, per poi ripetere il ciclo.

È quanto decretato dal giudice di Tel Aviv, che dovrà prossimamente esprimersi sul futuro del bambino. Il giudice, infatti, dovrà deliberare in merito al futuro di Eitan Biran, stabilendo se il piccolo dovrà rimanere in Israele oppure potrà tornare in Italia con la zia paterna.

Al momento e in attesa della sentenza definitiva, dunque, l’intenzione del giudice consiste nel far rispettare una equa presenza di entrambe le famiglie che si stanno contendendo l’affidamento del bambino.

Caso Eitan, l’udienza prevista per il prossimo 8 ottobre

Le giornate dell’unico sopravvissuto alla strage del Mottarone, quindi, proseguiranno all’insegna dell’alternanza tra Aya Biran e Shmuel Peleg, almeno fino al prossimo 8 ottobre.

In questa data, verrà celebrata una nuova udienza che si articolerà nell’arco di tre giorni: nella mattinata di venerdì 8 ottobre, verrà ufficializzato il ritorno in aula delle parti; nella serata di sabato 9 ottobre, si terrà l’udienza; infine, nella mattinata di domenica 10 ottobre, le parti si recheranno nuovamente dinanzi al giudice per ascoltare la sentenza che, in un modo o nell’altro, influenzerà in modo irreversibile il futuro di Eitan Biran.

In seguito alla decisone del giudice sulla gestione condivisa del bambino, né il nonno Shmuel Peleg né la zia Aya Biran hanno rilasciato dichiarazioni circa la sentenza pronunciata.

Una simile decisione è stata accompagnata anche dall’intervento degli avvocati della famiglia Biran che, dopo aver lasciato il tribunale di Tel Aviv, hanno asserito: “Non pubblicheremo nessuna informazione né sul contenuto dell’udienza né sulle condizioni di salute di Eitan e chiediamo alla stampa di fare lo stesso”.

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