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Caso Morisi, Salvini “disgustato dalla schifezza mediatica”: puri solo sui social, ora addio citofonate

di Alessandro Avico
Caso Morisi, Salvini "disgustato dalla schifezza mediatica": puri solo sui social, ora addio citofonate
Caso Morisi, Salvini "disgustato dalla schifezza mediatica": puri solo sui social, ora addio citofonate

Caso Morisi, Salvini “disgustato dalla schifezza mediatica”: puri solo sui social, ora addio citofonate FOTO ANSA

Il caso di Luca Morisi e la cocaina in casa, sia ben chiaro, più che giudiziario sarà un caso politico e di comunicazione, con Salvini che ne risentirà in primis. Ruota tutto intorno a questo, perché Morisi ha ammesso di aver sbagliato e di aver avuto una grave caduta come uomo, ma ha anche ammesso di non aver commesso nessun reato. Due grammi di cocaina per uso personale. La droga in casa alla fine se l’è trovata anche la Lega. Un partito che per anni, sui social e nelle piazze, ha continuato a urlare che chi si droga fa schifo. Pensiamo anche alle barricate in Aula per dire no alla legalizzazione della cannabis. Non della cocaina…

Morisi, Salvini e la “schifezza mediatica”

Di Morisi sappiamo della droga in casa, ci sono poi indagini in corso che andranno avanti, ma ormai il caso è esploso. Un caso politico e di comunicazione come detto. Se ne sono accorti in tanti, la Lega dura e pura che, come ha detto splendidamente qualcuno è ora “la benvenuta nel mondo degli imperfetti”. Salvini il giorno dopo parla di “schifezza mediatica” e si dice “disgustato”. Dice che Morisi è un suo amico, dice di non conoscere la vicenda e soprattutto dice: “Sono spiaciuto della schifezza mediatica che condanna le persone prima che sia un giudice, un tribunale a farlo”.

Vero, ha ragione Salvini. Ma qui non servono i giudici. I due grammi di cocaina in casa non sono un reato. Non sarebbero neanche una notizia. Ma se quella casa è quella del capo comunicazione della Lega dura e pura allora non si tratta più di solo 2 grammi di cocaina, ma di ben altro, che con i giudici non ha niente a che fare. Si tratta di un concetto molto semplice: duri e puri a parole e a suon di post, poi anche noi… E non ci sarebbe nulla di male se per anni non fossero state fatte campagna su campagna contro chi fa uso di droga.

Il mostro in prima pagina e l’addio alle citofonate

Ma c’è dell’altro. Salvini dice ancora che ci sono giornalisti che sbattono “il mostro in prima pagina. Se poi la settimana prossima uscirà, come sono convinto, che il dottor Luca Morisi non ha commesso alcun reato, chi gli restituirà la dignità? Chi gli chiederà scusa?”. E qui Salvini va un po’ oltre, per due motivi. Il primo motivo è puramente di comunicazione: che Morisi abbia commesso reato oppure no non importa, conta il concetto della droga in casa. Questo Salvini lo sa e cerca quindi di veicolare il tutto sul fronte giudiziario e non su quello politico-interno. Sa che un elettore della Lega potrebbe pensare: ma come? Per anni allora ci avete preso in giro? E domenica si vota.

Poi Salvini sbaglia anche a parlare di giornalisti che sbattono “il mostro in prima pagina”. Quante volte gli abbiamo visto fare esattamente la stessa cosa? Inutile ricordare i post ad effetto, ricordiamo solo la citofonata in diretta tv: “Scusi lei spaccia?”. Cos’era quello se non sbattere il mostro in prima pagina? Due pesi e due misure, una prassi comunissima che funziona sempre, non solo in casa Lega, che fa leva sulla “gente che dimentica”.

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