L'attrice ha spiegato cosa renda il rapporto con il suo marito così speciale

Catherine Zeta-Jones, 51 anni, rivela cosa renda il suo rapporto con il marito Michael Douglas così speciale.“C’è qualcosa che ci collega davvero, perfino la nostra calligrafia”, ha detto il premio Oscar.

Era il 18 novembre 2000 quando Zeta-Jones sposava Douglas al Plaza Hotel di New York. Da allora sono passati 21 anni, fra alti e bassi. Nonostante gli oltre vent’anni di differenza, i due sembrano più uniti che mai.

Golden Globe 2021
Golden Globe 2021

Catherine Zeta-Jones con Michael Douglas

Catherine e Michael, 76 anni, hanno in effetti molte cose in comune. Il lavoro, certo. Ma anche la data del loro compleanno: il 25 settembre. E non basta “Ci piace molto stare fra la gente e non siamo troppo appiccicosi” aggiunge Zeta-Jones. “Quando andiamo al ristorante con altre persone non ci sediamo mai vicini. Stiamo fra le i nostri amici perché ci piace chiacchierare con tutti. Eppure, anche a distanza siamo sempre in sintonia. E infatti, senza neanche guardarci, finiamo con l’ordinare lo stesso piatto”.

Catherine Zeta-Jones parla dei figli

Golden Globe 2021
Golden Globe 2021

Catherine Zeta-Jones con Michael Douglas ai Golden Globe 2021

L’attrice ha anche parlato dei due figli, avuti proprio con Douglas. Il primo, Dylan Michael, ha 21 anni. La seconda, Carys Zeta, 18. E proprio lei, a quanto racconta sua madre, avrebbe deciso di seguire le orme dei genitori diventando attrice. “Nostra figlia è determinata a recitare e anche se eccelle in storia e politica essere davanti alla telecamera è la sua vera passione” dice mamma Catherine. L’attrice britannica (i cui nomi derivano da quelli delle due nonne e la nonna Zeta, a sua volta, prese il nome da una barca), attualmente impegnata sul set del film ‘Prodigal Son’, ha ammesso che anche il primogenito vorrebbe diventare attore.

“Michael sta cercando di spiegare ai nostri ragazzi cosa significhi essere figli di. Cosa voglia dire venire da una famiglia di attori. La nostra paura è che possano essere additati come raccomandati”, ha proseguito. “A loro cerchiamo però di insegnare che non esistono scorciatoie. Se vuoi avere successo nella tua professione devi lavorare e ti devi impegnare sempre”.

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