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Champions League, impresa del Lipsia: batte l'Atletico Madrid 2-1 e va in semifinale con il Psg

LISBONA - Con la tavola già apparecchiata per i supplementari, il Lipsia trova il guizzo decisivo per strappare una storica qualificazione in semifinale di Champions League. L'upset che non era riuscito all'Atalanta viene centrato dalla formazione allenata con grande maestria dal più giovane della compagnia, Julian Nagelsmann, 33 anni e non mostrarli, mai nessuno più giovane di lui a volare così avanti nella storia della coppa dalle grandi orecchie. Un successo (2-1) doppiamente significativo, poiché raggiunto contro una squadra che ha fatto della solidità nelle sue campagne europee un marchio di fabbrica come l'Atletico Madrid. Gli spagnoli avevano ottenuto lo scalpo del Liverpool prima del lockdown ma si sono arresi quando la strada poteva sembrare in discesa per la semifinale: merito della grande organizzazione tattica dei tedeschi, che affrontano la Final Eight di Lisbona senza Timo Werner, il cannoniere della squadra, già ceduto al Chelsea. Anche senza il realizzatore principe, Nagelsmann ha saputo mettere in campo una squadra propositiva e tenace, che ha saputo leggere alla perfezione i vari momenti del match. Un'abilità che è mancata, per strano che possa sembrare, alle vecchie volpi dell'Atletico Madrid, condannate a 2′ dalla fine da un destro di Adams deviato in maniera decisiva dall'ex Fiorentina Savic. Il gioiellino della galassia Red Bull è dunque nelle prime quattro d'Europa e si troverà davanti il PSG.

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Primo tempo senza reti

Non manca il materiale per gli appassionati di tattica. Per scardinare le solite due linee granitiche previste dal 4-4-2 di Simeone, Nagelsmann si affida a un Lipsia più fluido che mai: l'assenza di Werner porta nominalmente Poulsen nel ruolo di centravanti, ma è tutto quel che gli accade attorno a essere degno di nota. I tedeschi difendono con il 4-2-3-1 e ribaltano totalmente il fronte quando entrano in possesso del pallone, aprendo Laimer e Angeliño a tutta fascia in una sorta di 3-1-5-1, con Kampl che chiude il rombo di costruzione ponendosi davanti ai tre centrali difensivi. Nonostante i movimenti apprezzabili, però, il blocco difensivo dei "colchoneros" rimane particolarmente difficile da scalfire. Simeone propone Llorente nell'ormai consueto ruolo al fianco di Diego Costa, il processo di trasformazione da centrocampista ad attaccante pare completo. Tante belle azioni e pochi brividi nel primo tempo: Carrasco scalda i guanti di Gulacsi dopo una bella combinazione palla a terra con Renan Lodi, le uniche chance costruite dai tedeschi arrivano sugli sviluppi dei piazzati, con un sinistro alle stelle di Halstenberg e un colpo di testa centrale di un gigantesco, in tutti i sensi, Upamecano, forse il migliore in campo in assoluto. C'è spazio invece per la protesta di Saul, che rivendica, non senza qualche ragione, un calcio di rigore per un contatto con il portiere Gulacsi: Marciniak prima e il Var poi lasciano correre.

Ripresa dai mille volti

La grande qualità della manovra del Lipsia viene ripagata con il gol solamente in avvio di ripresa: azione avvolgente, Kampl per Laimer che apre verso Sabitzer, il cui cross da destra pesca l'inserimento vincente di Dani Olmo, bravissimo per tempismo e nell'incornata a incrociare, raro lampo in una serata complessa. Simeone deve correre ai ripari e lo fa nel migliore dei modi, visto che in panchina c'è il talento accecante di Joao Felix. L'ex Benfica entra in campo per Herrera, si va a piazzare tra le linee e inizia a dipingere calcio. I primi affondi scuotono la difesa del Lipsia, quando poi riesce a trovare la sponda illuminata di Diego Costa sullo stretto è fatta: Klostermann lo abbatte in area, dal dischetto va proprio il portoghese che batte Gulacsi. Nagelsmann capisce che è un momento delicatissimo del match e dà maggiore stabilità ai suoi, 3-5-2 più rigido per correre qualche in rischio in meno, dentro Adams, Haidara e Schick per dare dinamismo alla mediana e un partner fisso a Poulsen. Le mosse spezzano il ritmo dell'Atletico, che ottiene pochissimo da Morata, subentrato a Diego Costa, e non cala sul tappeto verde la carta Lemar. Ne approfitta il Lipsia, che nel momento più complicato riemerge alla grande. Un pallone vagante a centrocampo viene nobilitato dall'esterno destro di Sabitzer, straordinario nel disegnare una traiettoria che taglia fuori Trippier e pesca il solito inserimento di Angeliño. Il terzino alza la testa e premia il rimorchio di Adams, il cui destro non brilla per qualità ma si porta in dote quel pizzico di buona sorte che gli dei del calcio, nella notte dell'Alvalade di Lisbona, decidono di riservare al Lipsia. Il piedone di Savic spiazza Oblak, nel lunghissimo recupero (7′) c'è margine soltanto per qualche inutile mischione. A 33 anni da poco compiuti, in uno stadio senza pubblico, l'urlo di Julian Nagelsmann risuona ancora più forte.

LIPSIA-ATLETICO MADRID 2-1 (0-0)
Lipsia (4-2-3-1): Gulacsi; Klostermann, Upamecano, Halstenberg, Angeliño; Laimer (27′ st Adams), Kampl; Sabitzer (46′ st Mukiele), Dani Olmo (37′ st Haidara), Nkunku (37′ st Schick); Poulsen. All.: Nagelsmann
Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Trippier, Savic, Gimenez, Renan Lodi; Koke (47′ st Felipe), Saul, Herrera (13′ st Joao Felix), Carrasco; Llorente, Diego Costa (27′ st Morata). All.: Simeone
Arbitro: Marciniak (POL)
Reti: 5′ st Dani Olmo, 26′ st rig. Joao Felix, 43′ st Adams
Ammoniti: Klostermann, Kampl, Renan Lodi, Haidara, Gimenez
Recupero: 4′ e 7′
 

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