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Che cos’è la “tagliola”, la procedura usata dal Senato per affossare il Ddl Zan

Il definitivo affossamento del Ddl Zan, ieri, è stato possibile grazie all’attuazione della cosiddetta “tagliola”. Così, si è chiuso il capitolo della legge contro l’omotransfobia che era già stata approvata alla Camera, e doveva essere ora esaminata in Senato. Ecco: in Senato non verrà più esaminata. O almeno, non succederà prima di un altro anno, sempre che si decida di presentare una nuova proposta di legge. E tutto questo, appunto, è stato permesso dalla “tagliola”: vediamo di capire quindi meglio che cos’è questa procedura e perché il Senato è potuto ricorrere al suo utilizzo.

che cos'è la "tagliola"

Ddl Zan, che cos’è la “tagliola”

La procedura è stata approvata con 154 sì, 131 no e 2 astenuti. Ma che cos’è la “tagliola”? Prevista dall’articolo 96 del regolamento del Senato, “prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame”. In questo specifico caso del Ddl Zan, la proposta di affossarlo è arrivata direttamente da Fratelli d’Italia e Lega che, in questo modo, hanno messo la parola fine alla proposta di legge contro l’omotransfobia. Fondamentalmente, si evita in questo modo la discussione dei vari articoli e la votazione degli emendamenti. Una volta approvata, quindi, il disegno di legge si arena, poiché l’iter parlamentare si blocca: di fatto, questa votazione corrisponde in tutto e per tutto a una bocciatura del provvedimento.

La differenza tra “tagliola” e “ghigliottina”

Non bisogna confondere, però, la “tagliola” con la “ghigliottina”: quest’ultima, infatti, è una procedura parlamentare che impone un limite di tempo massimo alla discussione, scaduto il quale si passa immediatamente alla votazione dell’intera legge. Nel caso del Ddl Zan, invece, non ci sarà alcuna votazione, se non quella che si è verificata per non discuterne. Non solo: Lega e Fratelli d’Italia hanno anche domandato che la votazione della “tagliola” avvenisse in modo segreto. La possibile è prevista dall’articolo 113 del regolamento del Senato, e per essere accettata deve essere presentata da almeno 20 senatori. Dopodiché, la presidenza può accogliere la richieste oppure rigettarla.

Ieri, la presidente Elisabetta Casellati ha scelto di accettarla, permettendo quindi la votazione alla “tagliola” tramite scrutinio segreto. Ora, quindi, bisognerà aspettare almeno sei mesi prima che una nuova proposta di legge possa essere presentata. Una volta depositata, poi, dovrà essere nuovamente calendarizzata da uno dei due rami del Parlamento. >> Tutte le notizie di UrbanPost