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Chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica: Berlusconi, Segre e Draghi per il Quirinale

L’elezione del prossimo Presidente della Repubblica è già entrata nell’agenda di tutti partiti. Si ragiona già di possibili candidature per eleggere il successore di Sergio Mattarella al Quirinale. L’attuale Capo dello Stato ha già chiarito che non intende rimanere al Colle. Uno dei nomi papabili è quello del presidente del Consiglio Mario Draghi.

All'inizio del 2022 verrà eletto il prossimo presidente della Repubblica. Il settennato di Sergio Mattarella si chiuderà ufficialmente il 3 febbraio 2022, ma ancora non è stata stabilita una data ufficiale per il voto, a cui è chiamato il Parlamento, in seduta comune, alla presenza anche dei delegati regionali. È esclusa una rielezione di Mattarella al Quirinale, come lui stesso ha avuto modo di chiarire a maggio di quest'anno: "L’attività è impegnativa, ma tra otto mesi il mio incarico termina. Come sapete il presidente della Repubblica dura in carica sette anni: io sono vecchio, tra qualche mese potrò riposarmi".

Esclusa una rielezione dell'attuale Capo dello Stato il partiti hanno già iniziato a ragionare su un possibile successore. Gran parte dell'incontro tra il segretario del Pd Letta e il leader del M5s Giuseppe Conte è stato incentrato su questo, anche se i partiti hanno detto che ufficialmente non si è discusso di nomi. Dopo la recente vittoria alla amministrative Letta sa di poter giocare questa partita da protagonista, e il centrosinistra potrebbe essere decisivo nella scelta del nuovo inquilino del Quirinale. Una cosa è chiara: il Pd non vuole elezioni anticipate, ma vorrebbe che Draghi rimanesse a Palazzo Chigi, proseguendo l'azione di governo fino al 2023. Serve quindi un'altra personalità, che possa mettere d'accordo tutti i membri della grande alleanza che Letta ha in mente, e che va da Leu al M5s, comprendendo anche Italia viva e Azione. La prima scelta dei dem potrebbe essere Paolo Gentiloni, il commissario europeo per gli affari economici e monetari, che però non convince i Cinque Stelle, perché nelle fila pentastellate circola l'idea che abbia contribuito alla caduta del governo Conte bis.

Il Pd potrebbe spingere allora per altri nomi più ‘digeribili' dal M5s, come Walter Veltroni o Dario Franceschini. Oppure anche Romano Prodi. Ma per Giuseppe Conte l'ideale è che al Quirinale vada proprio Mario Draghi, in modo da mettere a tacere una volta per tutte i mal di pancia all'interno del suo partito, all'interno del quale diversi esponenti non hanno nascosto una certa insofferenza per la permanenza del M5s in un governo guidato dall'ex presidente della Bce.

Il progetto di Berlusconi si chiama Quirinale

Ma non è un mistero che in questo momento Silvio Berlusconi stia giocando la partita della vita: per lui andare al Colle sarebbe il successo finale della carriera, un modo per chiudere in bellezza e portare avanti fino in fondo la sua svolta moderata, e la volontà di presentarsi in Italia e in Europa come padre della Patria. Per questo all'indomani della sconfitta della centrodestra alle amministrative ha cercato di rinsaldare l'alleanza con Salvini e Meloni: sa bene che se vuole andare al Quirinale gli servono i voti di Lega e Fratelli d'Italia, e non può farne a meno. Per questo è preoccupato dalle spinte ‘centriste' dichiarate apertamente dai suoi ministri, Brunetta, Carfagna e Gelmini, che vorrebbero appunto spostare il partito verso il centro, sganciandolo dal fronte sovranista. Nella visione del ministro azzurro della Pa c'è la cosiddetta ‘maggioranza Ursula', un grande fronte che include popolari, socialisti e liberali, che abbia come stella polare Draghi. Ma questo farebbe tramontare l'idea di Berlusconi al Colle.

La petizione per Liliana Segre

Ieri il Fatto Quotidiano ha lanciato una petizione, per proporre al Parlamento l'elezione della senatrice a vita Liliana Segre, in quanto "simbolo o universale della Resistenza umana contro il male assoluto nazista e fascista e contro tutte le discriminazioni. Ella rappresenta la più alta testimonianza dei valori costituzionali di libertà e uguaglianza". L’appello, firmato dal fondatore del giornale Antonio Padellaro, da Peter Gomez, Marco Travaglio e Furio Colombo, è online sul sito del giornale e su Change.org. Sarebbe la prima donna al Colle della storia italiana.