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“Ciro dopo la morte di Paola ha cambiato vita, l’arresto è per fatti del 2018”

«Ciro è quello che durante la prima e unica conferenza stampa – non a caso le sue apparizioni sono state pochissime – dichiarò apertamente di cosa vivesse prima di incontrare Paola. Lo confidò al mondo che lo guardava, dicendo che con Paola stava cambiando la sua vita». Questa è la storia che tenta di proteggere Daniela Falanga, presidente di Arcigay Napoli, che sta guidando Ciro Migliore nella sua rinascita, ora resa più complessa dagli ultimi fatti di cronaca finiti sui giornali.

Il nome di Ciro è tra quelli degli arrestati per spaccio a Caivano. Fatti, come spiega Daniela Falanga a Fanpage.it, che risalgono al 2018, prima quindi della volontà del ragazzo di cambiare vita grazie all'amore nato con Maria Paola Gaglione, morta durante un inseguimento in motorino in cui è coinvolto il fratello della giovane, che attende di essere giudicato dalla magistratura.  Oggi Ciro si trova nel carcere di Pozzuoli, perché pur riconoscendosi in un'identità di genere che differisce dai suoi documenti anagrafici, la legge prevede che sia detenuto in una casa circondariale femminile.

«In questo momento sta bene, la direzione del carcere è sensibile alla questione delle persone trans. L'indagine risale al 2018, posso solo dire questo. Ciro era saldamente convinto di poter cambiare vita grazie all'amore di Paola. Ha incontrato l'avvocato che sta lo sta seguendo, Elisabetta Montella. È in uno stato di rassegnazione, spiega Falanga, ma è sereno rispetto a quello che sta vivendo. Vive ancora il dramma della morte della sua compagna. Sabato per la prima volta Ciro ha pianto. Quando salutò Paola l'ultima volta, con immensa dignità non pianse. Ora è come se stesse metabolizzando».

Ciro si è spontaneamente presentato agli inquirenti all'alba, costituendosi e affrontando le sue responsabilità. Segno della volontà di cambiamento del giovane che ora dovrà capire come proseguire quel delicato percorso interrotto da questo arresto, ma che resta vivo, spiega la presidente di Arcigay Napoli. «Non è cambiato niente – continua Daniela Falanga – i fatti quelli erano e quelli rimangono. Spero solo che lui abbia la possibilità di strutturare e riabilitare la sua vita. Ciro, ricordiamocelo, è un figlio del Parco Verde, dove alcuni bambini ereditano il retaggio dell’illecito, dove tutto è un normale passaggio di consegna, dove uno raccoglie e basta nel “è sempre stato così”. E questi ragazzi, questi bambini, non vanno lasciati soli».

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