Chi dice che “l'oro di Cetara è fatto con le alici”, secondo il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova, "non sbaglia". La capacità del piccolo borgo marinaro della Costa d'Amalfi di valorizzare e trasformare le alici, salvaguardandone la storia e una tradizione così preziose, ha portato, il 22 ottobre scorso, all'iscrizione della denominazione “colatura di alici di Cetara Dop" nel registro europeo delle denominazioni di origini e geografiche protette. "Un riconoscimento che conforta il nostro impegno, ma soprattutto ripaga questa comunità e quanti hanno creduto in questo progetto", dichiara  l'esponente dell'Esecutivo intervenendo, in videocollegamento, con la "festa della Colatura di Alici di Cetara", manifestazione organizzata alla torre vicereale di Cetara che coincide con il periodo di spillatura del terzigno, cui ha partecipato il sindaco Fortunato Della Monica, da tempo impegnato per il riconoscimento del marchio Dop.

La procedura 

L'iter, infatti, è stato avviato nell'ottobre del 2015 ed e' stato segnato dal coinvolgimento di associazioni promotrici, istituzioni nazionali, regionali e locali e il mondo scientifico e imprenditoriale. "E' una giornata importante che corona il lavoro e l'impegno di un'intera comunità territoriale e di quanti l'hanno accompagnata, sostenuta verso l'importante riconoscimento della Dop per la colatura di alici, la prima Dop italiana che tutela un prodotto di mare trasformato", sottolinea Bellanova ricordando che "il disciplinare di produzione, approvato nel marzo 2016, èestremamente rigoroso, teso a sottolineare le caratteristiche di eccellenza di questo liquido scuro e ambrato della tradizione culinaria cetarese che rappresenta un vanto per la Campania e un fiore all'occhiello per il nostro made in Italy". Prima della spillatura della colatura nuova, curata dall'associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici Dop, il ministro rimarca di aver attivato un "processo collaborativo con la Regione Campania, con le Amministrazioni comunali di Cetara e di Massa Lubrense con l'università Parthenope verso un piano di gestione dei piccoli pelagici su base regionale". 

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