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Coronavirus, da Conte a Salvini, da Gualtieri a Renzi il grazie unanime della politica a Draghi. Ma con più di una differenza

L'ultimo - in ordine di tempo - a intervenire è il ministro dell'Economia. "Come giustamente richiamato da Draghi - dice Roberto Gualtieri - a fianco di interventi di sostegno al reddito occorre mettere a disposizione ingenti garanzie pubbliche per consentire al sistema finanziario di erogare alle imprese tutta la liquidità necessaria per sostenere il sistema economico ed evitare una distruzione di capacità produttiva e di posti di lavoro che avrebbe conseguenze disastrose". E spiega che il governo è già al lavoro, in questa direzione: "Stiamo varando un sostegno alla liquidità basato su garanzie pubbliche che non ha precedenti e che è al livello delle iniziative più ambiziose in Europa".

Parole di consenso anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte:  "Siamo in sintonia, serve uno shock, un'azione straordinaria" di fronte ad un'emergenza che "è simmetrica", dice rispondendo a una domanda su Draghi mentre lascia l'aula del Senato dopo l'informativa sul coronavirus. Eppure proprio Mario Draghi è il nome che ricorre nei retroscena politici per un eventuale dopo Conte, in nome dell'emergenza economica.

Tra i fautori del progetto ci sarebbe la Lega, e soprattutto Giancarlo Giorgetti. Ma oggi è Matteo Salvini, che in aula, a Palazzo Madama, tributa il suo grazie all'ex governatore.  "Grazie Draghi per le sue parole: è caduto il mito del non si può fare debito. Si può fare. Benvenuto, ci serve l'aiuto di tutti, anche del suo. Sono contento di quello che potrà nascere da questa intervista", riferendosi all'intervento dell'ex governatore sul Financial Times.

Si spinge ancora più in là il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "La lettera di Draghi al Ft andrebbe letta e imparata a memoria da molti politici", dice a Circo Massimo su radio Capital. E ancora: "Le idee di Draghi sono giuste. Draghi dice cose sacrosante, vanno ascoltate".

Da Loredana De Petris ad Anna Maria Bernini, passando per Pierferdinando Casini, sono in tanti a evocare l'ex presidente della Bce nell'aula del Senato, tra guanti e mascherine.

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Ma c'è anche chi è preoccupato per un'altra prospettiva. Draghi premier di un governo di unità nazionale? "In un momento come questo l'esecutivo deve esser tenuto fermo. Abbiamo un governo che è pienamente operativo, che ha preso provvedimenti immediati", dice Pietro Grasso di Leu, ex presidente del Senato. "Draghi premier? No, risposta secca e categorica", spiega Vito Crimi, capo politico 5Stelle. Fratelli d'Italia è la forza politica più ostlie - nella destra - all'ipotesi di governissimo. "Draghi? Lasciamolo stare", ha più volte detto Giorgia Meloni.

Insomma, dietro il coro di consenso unanime, si cela più di una differenza.