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Coronavirus, dalla Spagna alla Grecia, dall’Austria all’Algeria: nuovi contagi partiti dall’Italia

Dopo i cinesi e i sudcoreani ora il mondo guarda con diffidenza gli italiani. L'espandersi dei casi di coronavirus nel nostro paese, con dodici morti e  374 persone infettate in Lombardia (258), Veneto (71), Piemonte (3), Lazio (3), Liguria (3), Marche (1) e Bolzano (1) sta generando preoccupazione anche all'estero. L'ultimo esempio è quello dell'Algeria, dove un dipendente dell'ENI è risultato positivo al test tampone. L'uomo, stando a quanto rivelato da un portavoce della società, è arrivato nel paese nordafricano il 17 febbraio da Bertonico, comune in provincia di Lodi che dal 21 febbraio fa parte della zona rossa di diffusione della regione Lombardia. Il paziente è "al momento dislocato nel campo di MLE, nel deserto algerino. Non ha febbre e gode di buone condizione di salute". "Dal 21 febbraio – fa ancora sapere l'Eni – in accordo anche alle disposizioni delle istituzioni italiane il dipendente è rimasto in isolamento all'interno del campo".

Germania e Grecia: primi casi di coronavirus da persone che hanno viaggiato in Lombardia

Quello che ci si sta domandando è tuttavia se e quante persone in Algeria possano essere entrate in contatto con l'italiano e se, di conseguenza, i casi sono destinati ad aumentare anche in quel paese. Di certo, se non proprio di una "caccia all'untore", si può parlare di non poca preoccupazione nei confronti degli italiani o di "indigeni" che abbiano viaggiato nel nostro paese. In Germania, ad esempio, si ritine che il primo contagio sia stato causato da un uomo di 25 anni del distretto di Göppingen che ha viaggiato in Lombardia di recente.

Situazione analoga in Grecia: le autorità sanitarie hanno annunciato il primo caso di contagio da coronavirus. La paziente è una donna greca di 38 anni, ritornata da un recente viaggio in una zona del nord Italia, ha spiegato Sotiris Tsiodras, portavoce del ministero della Salute.

Spagna: moglie e marito italiani con coronavirus a Tenerife

Situazione analoga in Spagna: un italiano ha contratto il virus a Tenerife e poi l'ha trasmesso a sua moglie. La malattia è però arrivata anche a Barcellona: una trentaseienne è risultata positiva al test del tampone dopo essere rientrata da un viaggio tra Bergamo e Milano. In quarantena quattro tifosi del Valencia rientrati da Milano dove la scorsa settimana hanno assistito alla partita di Champions League contro l’Atalanta. Le autorità spagnole hanno deciso di includere l’Italia nella lista di Paesi a rischio, insieme a Cina, Giappone, Corea del Sud e Iran.

Austria: due italiani messi in quarantena

Due persone sono state contagiate da coronavirus anche nel Tirolo austriaco e – dopo essere state controllate all’ospedale di Innsbruck – sono state messe in quarantena. Secondo fonti informate citate dall’Ansa, si tratta di una coppia di italiani, un uomo e una donna, arrivati in auto la settimana scorsa. Tra i casi segnalati in Francia c'è quello di un uomo rientrato dalla Lombardia, idem per la Croazia dove il primo caso registrato è quello di un ragazzo che “è stato a Milano tra il 19 e il 21 febbraio”, ha dichiarato il ministro della Salute croato Vili Beros. “Organizzaremo una quarantena per tutte le persone che sono state in diretto contatto con l’uomo”, ha specificato il ministro.

Tra gli oltre 260 casi sospetti in Cile – tutte tenute sotto stretta osservazione –  c'è anche quello di un’italiana di 45 anni arrivata nel Paese il 21 febbraio e ora ricoverata nell’Ospedale di Valdivia, a 800 chilometri a sud di Santiago. In una nota la Segreteria regionale di Los Ríos ha spiegato che la donna ha manifestato “sintomi compatibili con il coronavirus per cui è stato applicato il protocollo previsto in questo caso”. Dopo un primo test, però, la donna è risultata negativa al coronavirus.

Regno Unito: quarantena obbligatoria per chi arriva dai comuni italiani focolaio del coronavirus

Discorso a parte merita il Regno Unito: ieri le autorità britanniche hanno infatti diramato una circolare riferita specificamente agli italiani: "Chiunque provenga dai Comuni italiani interessati alle misure urgenti di contenimento e gestione del contagio, e abbia fatto ingresso nel Regno Unito a partire dal 19 febbraio scorso, anche in assenza di sintomi è tenuto a informare le Autorità sanitarie britanniche al numero 111 e a osservare un regime di auto isolamento per 14 giorni, evitando contatti con altre persone. I Comuni italiani interessati sono Vo' Euganeo, Codogno, Castiglione d'Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano". Nel frattempo nel Cheshire, regione a nordovest dell’Inghilterra, una scuola ha chiuso e un’altra ha sospeso i corsi del suo ultimo anno dopo il rientro di gruppi di studenti dalla settimana bianca in Italia.