Italy

Coronavirus, grazie anche all'Elastibus la Pat salva i trasportatori del Consorzio trentino ma chi non sta con loro rischia il fallimento

TRENTO. Tra i settori stravolti dall'emergenza sanitaria e oggetto dei decreti e delle ordinanze delle autorità, un ruolo di particolare importanza è svolto dal trasporto pubblico. I servizi urbani ed extraurbani in provincia di Trento hanno subito infatti delle limitazioni rilevanti che ne hanno ridotto la circolazione, fissando gli orari festivi come base dell'erogazione del servizio.

A ranghi ridotti, autobus e corriere stanno dunque tenendo le proprie corse lasciando scoperte alcune fasce orarie e alcuni giorni, i festivi, appunto. I giorni feriali vedono circolare i mezzi con l'orario festivo, quelli festivi, invece, vedono la sospensione dei servizi urbani, a Trento, Rovereto e sulle corse extraurbane. E per i lavoratori che necessitano di andare al lavoro anche la domenica, viene in soccorso un “nuovo” servizio, esteso all'intero territorio provinciale: l'Elastibus.

Servizio già esistente nella Valle del Chiese da diversi anni e rivolto a categorie come gli anziani o coloro che non possiedono la patente o la macchina, Elastibus è stato oggetto di un'estensione che l'ha reso attivo in tutta la provincia, andando così a sostenere, questa volta gratuitamente, tutti quei soggetti non automuniti che secondo le motivazioni idonee stabilite dal Dpcm devono potersi spostare.

Il servizio, fino ad ora, pare essersi dimostrato particolarmente apprezzato. “Viaggiamo su una media di 200 prenotazioni al giorno, con circa 300 viaggi quotidiani – spiega Roberto Andreatta, dirigente di Trentino Trasporti – non tutti infatti utilizzano il servizio anche per il ritorno. I prerequisiti per poter richiedere questo servizio è non essere automuniti e motivarlo secondo le esigenze di spostamento stabilite dal Decreto del governo. Elastibus colma una lacuna, visto che non aveva senso mantenere l'aliquota di circolazione del servizio di trasporto pubblico”.

La domanda per il trasporto pubblico, dopo le limitazioni imposte – grazie anche all'iniziativa sindacale dei lavoratori, che hanno ottenuto una serie di garanzie – ha subito un crollo, con una media di passeggeri stabilitasi su 3,25 per il servizio urbano di Trento (rilevata da Trentino Trasporti su circa 278 corse, ci cui solo 13 hanno registrato un carico superiore o uguale a 10), mentre è in corso di valutazione la soppressione di alcune corse extraurbane rimaste completamente vuote.

E sulla linea ferroviaria del Brennero, vista la scarsa affluenza (con una media di 9,9 passeggeri su 19 treni monitorati), Trentino Trasporti sta definendo con Trenitalia – considerando anche la soppressione dei Regionali Veloci da parte del governo – la riduzione a meno del 30% del servizio complessivo in regione.

“Le misure prese hanno dato qualche beneficio – spiega – visto che rispetto al numero di contagi tra i lavoratori di Trentino Trasporti siamo nell'ambito delle medie del territorio. Per ora i contagiati, infatti, sono 4”.

Per questo il servizio di Elastibus diviene decisivo, andando a supplire ai “tagli” determinati dalle esigenze sanitarie. “Nel trasporto ordinario procediamo a un 20-25% dell'erogazione del servizio – continua Andreatta – per questo Elastibus diviene prezioso per i lavoratori dei settori essenziali, tanto che la richiesta è importante. Gli utenti hanno trovato facile il meccanismo, devono chiamare il centro servizi che si trova a Pieve di Bono entro le 17 del giorno prima, il quale filtra le richieste secondo i criteri dell'autodichiarazione. Entro le 18 comunica al Consorzio Trentino Autonoleggiatori, il quale a sua volta smista la richiesta ai vettori sul territorio, che raggiungeranno l'utente alla più vicina fermata o fermata scolastica. È un circolo virtuoso”.

A offrire il servizio, dunque, ci pensa il CTA, consorzio che riunisce 132 aziende di autonoleggio pullman, minibus e auto, secondo un contratto vigente e onorato dal presidente della Provincia Fugatti, dopo che un decreto del governo Conte stabiliva che i presidenti di Regione e Province autonome fissassero tramite ordinanza la regolazione dei servizi di linea e non di linea.

“Il Consorzio era già titolare del servizio scolastico e dei servizi integrativi alla linea, tra cui ci sono i servizi a chiamata – spiega il dirigente di TT – questo tipo di servizio dunque era già nel contratto; vista la circostanza di limitazione dei servizi scolastici e come stabilito dall'ordinanza , pertanto, la Pat deve continuare a pagare il CTA, vincitore di un bando pubblico nel 2017. Il contratto vigente consente di utilizzare il personale per il servizio Elastibus, e visto che l'oggetto è il medesimo, si è esteso il beneficio del servizio da un'area limitata all'intera provincia. Non si spende in più e il servizio avviene in piena regolarità”.

E così quelle aziende che rimangono fuori dal CTA, di conseguenza, subiscono gli effetti delle misure. “Le imprese extra-CTA giustamente hanno lamentato un crollo delle entrate e saranno oggetto degli strumenti che governo e Provincia adotteranno per sostenere tutti coloro che hanno dovuto chiudere. D'altronde, però, sarebbe delittuoso che la Pat non pagasse un servizio che può avere a 'costo 0'”.