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Coronavirus, i dati dell’Iss sui ricoverati tra giugno e luglio: “Su 150 pazienti entrati in terapia intensiva, 123 non erano vaccinati”

L'Istituto Superiore di Sanità scatta una fotografia chiara di come i vaccini siano efficaci e nel report completo "Epidemia Covid-19" traccia con tabelle e dati consolidati il quadro della situazione. Che non lascia spazio ad interpretazioni: "Tra gli over 80 il tasso di ospedalizzazione dei non vaccinati è 9 volte più alto"

La maggior parte dei contagi da Covid, delle ospedalizzazioni, dei ricoveri in terapia intensiva e di decessi nell’ultimo mese si è verificata nella popolazione senza neanche una dose di vaccino. E nella fascia più a rischio della popolazione, quella degli over 80, il tasso di ricoveri tra i non vaccinati è 9 volte superiore a chi invece ha completato il ciclo di somministrazioni. L’Istituto Superiore di Sanità scatta una fotografia chiara di come i vaccini siano efficaci e nel report completo “Epidemia Covid-19” traccia con tabelle e dati consolidati il quadro della situazione. Che non lascia spazio ad interpretazioni. Un dato per tutti: su 150 ingressi in terapia intensiva, 123 erano non vaccinati. Ecco tutte le cifre contenute nel monitoraggio.

I contagi – Tra il 25 giugno e il 25 luglio, i casi gli italiani che non hanno effettuato neanche la prima dose sono stati 40.729. Tra i vaccinati con ciclo completo si sono registrati invece 7.277 contagi. Infine, tra coloro che hanno ricevuto solo una dose i positivi sono stati 12.032. La differenza tra i numeri assoluti, ricorda ancora una volta l’Iss, andrà via via assottigliandosi fino a ribaltarsi per quello che viene definito “effetto paradosso”: quando le vaccinazioni raggiungeranno livelli molto alti di copertura infatti i casi si verificheranno quasi esclusivamente tra i vaccinati.

Le ospedalizzazioni – I dati di questo parametro, come quello delle terapie intensive, sono riferiti al periodo compreso tra il 18 giugno e il 18 luglio. In quel mese hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari 1.223 contagiati tra i non vaccinati, 216 positivi che avevano ricevuto una sola dose di vaccino e 280 tra coloro che si sono contagiati e avevano completato il ciclo vaccinale. Tra i non vaccinati in 616 avevano tra i 12 e i 39 anni, mentre 548 erano nella fascia 40-59, altri 45 in quella 60-79 e 123 avevano più di 80 anni. Proprio per questa fascia l’Iss segnala una considerazione che spiega perfettamente l’efficacia dei vaccino. I vaccinati over 80 finiti in ospedale nello stesso periodo sono infatti stati 143. In termini assoluti, quindi, non sembrerebbero esserci differenze. Tuttavia se si considera che l’85% degli over 80 è vaccinato, è facile comprende – spiega l’Iss – come il tasso di ospedalizzazione per i non vaccinati “sia circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo (27 vs 3 ricoveri per 100.000 abitanti)”.

Le terapie intensive – Anche tra coloro che sviluppano forme ancora più severe di Covid, i non vaccinati sono molti di più in termini assoluti. Su 150 ingressi in terapia intensiva, 123 erano non vaccinati. Si è trattato di 15 persone nella fascia 12-39 anni, 48 di età compresa tra i 40 e i 59 anni, altri 45 avevano tra i 60 e i 79 anni e 15 invece erano over 80. Tra i vaccinati con una dose o con ciclo completo, invece, si sono registrati ingressi quasi esclusivamente ingressi tra gli over 60: su 27 persone che hanno sviluppato una forma critica della malattia, infatti, solo 2, entrambi con due dosi fatte, avevano tra i 40 e i 59 anni.

I decessi – I dati sulle vittime si riferiscono al periodo tra il 4 giugno e il 4 luglio e contano 169 decessi tra i non vaccinati, 30 tra coloro che avevano ricevuto solo una dose e 38 nella popolazione con ciclo vaccinale completo. Per fasce di età, tra i non vaccinati, i decessi hanno interessato 4 persone tra i 12 e i 39 anni, 30 tra 40-59 anni, 67 pazienti nella fascia 60-79 e 68 persone over 80. Tra coloro che avevano iniziato o terminato il ciclo vaccinale, invece, i decessi sono quasi esclusivamente concentrati nell’età più a rischio con appena 3 vittime tra 40-59 anni, 29 nella fascia 60-79 e 36 tra gli over 80.

Le considerazioni dell’Iss – Sulla scorta dei dati, l’Iss ha stimato l’efficacia complessiva della vaccinazione, aggiustata per età, dal 4 aprile al 25 luglio 2021. Chiarissimi i risultati: “È superiore al 65% nel prevenire l’infezione in vaccinati con ciclo incompleto e superiore all’85% per i vaccinati con ciclo completo. L’efficacia nel prevenire l’ospedalizzazione sale all’81,7% con ciclo incompleto e al 95% con ciclo completo – si legge nel report – L’efficacia nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva è pari all’89% con ciclo incompleto e 97,2% con ciclo completo. Infine, l’efficacia nel prevenire il decesso è pari all’80,3% con ciclo incompleto e a 96,4% con ciclo completo”.

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