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Coronavirus, i medici morti sono già 39. In Italia un contagiato su dieci è un sanitario

Gli ultimi del dolente elenco sono Antonio Maghernino, foggiano, 60 anni, medico di continuità assistenziale e Flavio Roncoli, medico pensionato di Bergamo. Nomi e cognomi aggiunti alla lista, sempre più lunga, dei medici morti per il coronavirus. Secondo quanto riferisce la Fnomceo, Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri che pubblica sul sito la lista, il numero delle vittime del Covid è questo: 39. Un totale (che comprende anche le informazioni che arrivano dalla Fimmg, Federazione dei medici di medicina generale) aggiornato molto probabilmente per difetto visto che il portale della Fnomceo somma le segnalazioni di familiari e colleghi, non sempre immediate. In poche ore se ne sono andati anche Marino Chiodi, oculista di Bergamo; Carlo Alberto Passera, medico di medicina generale di Bergamo; Francesco De Francesco, già medico ospedaliero; e — appunto l’ultimo — Antonio Maghernino. La città più martoriata è quella di Bergamo, con quattro medici di famiglia morti e 144 malati in tutta la provincia.

Il medico Francesco De Francesco davanti alla fontana da lui scolpita a Barcellona Pozzo di Gotto (foto Crinò)
Il medico Francesco De Francesco davanti alla fontana da lui scolpita a Barcellona Pozzo di Gotto (foto Crinò)
Il medico-artista

Tra le tante storie, proprio quella del dottor De Francesco. Aveva 82 anni, da anni viveva a Bergamo; ma era originario di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia. Non era solo un bravo dottore, ma anche un apprezzato scultore e artista. Un lutto che unisce due Comuni: alla sua Barcellona, dove rientrava appena possibile, De Francesco aveva donato una sua opera, la «Fontana dei due fiumi», che si trova nel cuore della città, in Piazza Duomo, proprio di fronte alla Basilica di San Sebastiano. Un monumento che conoscono tutti gli abitanti e i turisti. La sua ultima visita in Sicilia, ricordano gli amici, risale solo allo scorso 12 aprile 2019, in occasione della nuova edizione delle «Avventure di Pinocchio» che erano corredate proprio dalle sue illustrazioni.

Nella sanità contagiati in 6.205

Aumenta anche il numero degli operatori sanitari contagiati in Italia dal Coronavirus: mercoledì, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, erano saliti a 6.205, vale a dire più del 9% dei casi totali. «L’Italia sta vivendo una situazione drammatica a causa della diffusione dell’infezione da Covid-19 e i professionisti sanitari stanno pagando un tributo molto alto — dice il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, in una lettera pubblicata sul British Medical Journal a nome di tutti gli Ordini dei medici italiani —. I dati che riguardano la nostra categoria sono peggiori di quelli registrati in Cina che si è fermata a 3300 sanitari contagiati e 23 decessi». Giorni fa lo stesso Anelli aveva detto:«Non possiamo più permettere che i nostri medici, i nostri operatori sanitari, siano mandati a combattere a mani nude contro il virus. È una lotta impari, che fa male a noi, fa male ai cittadini, fa male al paese».

In prima linea

Storie di uomini e professionisti che si sono trovati in prima linea ad affrontare un nemico che probabilmente all’inizio è stato sottovaluto, i primi a esporsi per salvare la vita degli altri e finendo per non riuscire a tutelare la propria. Medici di base come Gino Fasoli 73 anni: era in pensione ma è rientrato in ambulatorio, nel Bresciano, per dare una mano ai colleghi. Si è ammalato ed è morto. O come Mario Giovita, 65 anni, originario di Catania («Esempio di abnegazione e umanità» l’ha ricordato il sindaco della città etnea) che era medico a Caprino Bergamasco. Marcello Natali, 57 anni, bolognese, segretario Fimmg per la provincia di Lodi, che esercitava invece a Codogno e nei comuni vicini, il cuore del primo focolaio in Italia. Roberto Stella, 67 anni, era invece presidente dell’Ordine dei medici di Varese, fino all’ultimo giorno ha visitato nel suo ambulatorio di Busto Arsizio. Senza dimenticare gli altri operatori sanitari, gli infermieri o i soccorritori del 118, come il bergamasco Diego Bianco di Bergamo, morto a 47 anni.