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Coronavirus, il rapporto Iss-Istat: “È causa diretta di morte nell’89% dei pazienti deceduti. Può rivelarsi fatale anche senza concause”

Lo studio si basa sulle informazioni riportate dai medici in 4.942 schede di morte di persone positive: solo per l'11% il decesso è stato dovuto ad altre malattie. Associate al virus, le concause più frequenti sono invece le cardiopatie ipertensive (18% dei decessi), il diabete mellito (16%), le cardiopatie ischemiche (13%) e i tumori (12%). Ma, rileva il rapporto, "non ci sono concause nel 28,2% dei decessi analizzati"

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Il coronavirus è la causa diretta della morte dell’89% dei pazienti risultati positivi e poi deceduti. Il Covid, inoltre, è una malattia che “può rivelarsi fatale anche in assenza di concause”. Sono le conclusioni contenute nel rapporto “Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità” redatto da Istat e Iss. Lo studio si basa sulle informazioni riportate dai medici in 4.942 schede di morte di persone positive. Si tratta del 15,6% del totale delle vittime notificate al Sistema di sorveglianza integrata dell’Istituto superiore di sanità fino al 25 maggio.

Nelle schede di morte sono certificate, oltre al Covid-19, quelle condizioni e malattie che hanno avuto un ruolo nel determinare il decesso. Solo per l’11% dei positivi Covid considerati, la morte è stata dovuta a malattie cardiovascolari (4,6%), tumori (2,4%), malattie del sistema respiratorio (1%), diabete (0,6%), demenze e malattie dell’apparato digerente (0,6% e 0,5%). Per quasi una vittima su 10, la causa diretta del decesso è stata il virus. La quota di deceduti in cui il Covid è la causa direttamente responsabile della morte varia in base all’età, raggiungendo il valore massimo del 92% nella classe 60-69 anni e il minimo (82%) nelle persone di età inferiore ai 50 anni.

Associate al coronavirus, le concause più frequenti che contribuiscono al decesso sono le cardiopatie ipertensive (18% dei decessi), il diabete mellito (16%), le cardiopatie ischemiche (13%), i tumori (12%). Con frequenze inferiori al 10% vi sono le malattie croniche delle basse vie respiratorie, le malattie cerebrovascolari, le demenze o la malattia di Alzheimer e l’obesità. Le complicanze del Covid che portano al decesso sono principalmente la polmonite (79% dei casi) e l’insufficienza respiratoria (55%). Altre complicanze meno frequenti sono lo shock (6%), la sindrome da distress respiratorio acuto (Ards) ed edema polmonare (6%), le complicanze cardiache (3%), la sepsi e le infezioni non specificate (3%).

Iss e Istat sottolineano però che “non ci sono concause di morte preesistenti nel 28,2% dei decessi analizzati, percentuale simile nei due sessi e nelle diverse classi di età”. Solo nelle età 0-49 anni la percentuale di decessi senza concause è più bassa, pari al 18%. Il 71,8% dei decessi di positivi ha invece almeno una concausa: il 31,3% ne ha una, il 26,8% due, il 13,7% tre o più concause.

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