I casi di positività al coronavirus Sars-CoV-2 nel Lazio registrati ieri sono balzati a quota 238, dei quali 141 nella Capitale: cifre sfiorate solo il 22 agosto – erano 215 – con il boom dei rientri dei vacanzieri, e il 28 marzo (210) con la pandemia che dilagava. Ma va ricordato che durante il lockdown di tamponi se ne facevano circa 3.500 al giorno, mentre ieri se ne sono fatti 9.022. Questo vuole dire che a fine marzo i 210 infetti erano il 6% di chi si sottoponeva al test, mentre ieri erano molti meno, il 2,6%. 

Il record dei casi di coronavirus nel Lazio

Nel Lazio sono attualmente positive 6.030 persone. Di queste, 513 sono ricoverate: 482 fuori dalla terapia intensiva e 31 in terapia intensiva. In isolamento domiciliare sono invece in 5.517. Per quanto riguarda il numero totale di casi Covid-19 esaminati nella Regione, oggi è arrivato a 14.780. Infine, il numero di deceduti fin qui è  pari a 899, mentre il numero totale di guariti è di 7.851. Ieri però è stato registrato il record di positivi a Roma: 141 casi di coronavirus in un giorno. A Milano invece i casi sono stati 47, circa un terzo. E così il Lazio è risultato la regione più colpita d'Italia, più della Lombardia (+182), del Veneto (+119) e dell'Emilia Romagna (+56).

coronavirus salute lazio-2

«Sono numeri che non ci consentono di abbassare la guardia, come diciamo da giorni. C’è una ripresa, anche se in un quadro completamente diverso: adesso prevalgono gli asintomatici e i cluster famigliari», spiega oggi a Repubblica Roma l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. La paura è che ci sia il collasso negli ospedali, ma D’Amato rassicura: «Al momento non abbiamo situazioni di sofferenza nella rete». Ma le terapie intensive cominciano a riempirsi. «Il virus non ha pietà con i più fragili, soprattutto con gli anziani. Osserviamo un aumento delle terapie intensive dovuto essenzialmente all’aumento dell’età media dei pazienti e delle patologie concomitanti, soprattutto nei soggetti anziani», informa Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani.

L'allarme nelle scuole e il rischio zone rosse

Proprio per questo, spiega ancora la cronaca romana del quotidiano, nelle scuole riaperte da nove giorni si cominciano a registrare i primi contagi. «Abbiamo avuto 25 casi, più tutte le altre segnalazioni di situazioni dubbie che richiedono tanto tempo e collaborazione», ha raccontato la dottoressa Giulia Cairella, della Asl Rm2, audita nel corso della commissione comunale Scuola. Alla elementare Saffi, a San Lorenzo, è risultato positivo un bambino di 8 anni. Racconta un papà, Alberto Casti: «Le famiglie sono state contattate dalla mamma del piccolo contagiato, e poi dalla scuola. Per i compagni e per la maestra è scattata la quarantena di 14 giorni. Siamo in attesa di indicazioni dalla Asl per il tampone».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.

Play

Replay

Play Replay Pausa

Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio

Indietro di 10 secondi

Avanti di 10 secondi

Spot

Attiva schermo intero Disattiva schermo intero

Skip

Attendi solo un istante

, dopo che avrai attivato javascript

...
Forse potrebbe interessarti

, dopo che avrai attivato javascript

...

Devi attivare javascript per riprodurre il video.

Il Messaggero pronostica la possibilità di aprire nuove zone rosse anche soltanto nei palazzi dove la circolazione del virus è più ampia. La Regione potrebbe pensare anche all'obbligo di indossare le mascherine anche all'aria aperta come a Parigi. Le aree interessate sarebbero alcuni stabili a Roma e quelle del Sud Pontino. 

In Evidenza