Italy

Coronavirus, il sacrificio dei 41 medici. Chi sono: le storie, i volti e i sacrifici

Tanti dottori di famiglia ma anche odontoiatri, infettivologi e anestesisti. I sanitari contagiati dal coronavirus sono saliti a 6.205. Hanno perso la vita per salvare quella dei propri pazienti

di Giusi Fasano

Medici, cioè facili prede del virus. Sono stati contagiati in 6.205, il 9 per cento del totale degli infetti. E sono morti a decine mentre facevano il loro lavoro in ospedali, case di cura, studi dentistici, agenzie per la tutela della salute... Soldati andati al fronte a volte senza armi, quasi sempre uomini, con una famiglia salutata in fretta per correre dai pazienti perché non c’era tempo da perdere, con il telefono che squillava di continuo, di giorno e di notte.

L’elenco dei loro nomi è pubblicato sul sito listato a lutto della Federazione nazionale dell’ordine dei medici e degli odontoiatri. Ed è sempre più lungo: fino a ieri sera erano 41. Una distesa di croci, di gente che si è infilata il camice come fosse un’armatura ed è andata a lavorare senza risparmiarsi mai. Come Roberto Stella, presidente dell’Ordine dei medici di Varese, che aveva 67 anni ed è stato il primo a cadere. Come Gino Fasoli, con i suoi 73 anni, la sua lunga esperienza di volontariato in Africa e la sua pensione interrotta per tornare in prima linea ad aiutare i colleghi. O come Santino Forzani, direttore sanitario a Novara e ultimo nome in ordine di tempo di questa lista nera: è morto ieri sera. Roberto, Gino, Giulio e gli altri colleghi. Sconosciuti ai più ma per tutti indimenticabili.