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CORONAVIRUS/ Il sindaco di Viterbo contro la direttiva Lamorgese

di WANDA CHERUBINI

VITERBO- Il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena è contrario alla direttiva del ministro dell’Interno che dà la possibilità ad un genitore di uscire con i propri figli minori vicino casa. Del resto, nella Tuscia si continuano a contare i casi positivi da Coronavirus, oggi sono 13 le persone registrate dalla Asl di Viterbo, di cui un uomo di 78 anni di Acquapendente deceduto poi per delle complicanze cardiache. Il primo cittadino, quindi, non ci sta ad abbassare la guardia e ribadisce la validità dei suoi provvedimenti: “A seguito della circolare emanata dal ministero dell’interno nella giornata di ieri, ricordo che sul territorio comunale è in vigore la mia ordinanza, la n. 33 del 20 marzo 2020. Mi soffermo in particolar modo sulla possibilità di uscita per i minori accompagnati da un genitore, in prossimità della propria abitazione. Comprendo perfettamente il disagio e le difficoltà per i genitori di tenere chiusi in casa i propri bambini. Capisco bene il valore di un po’ d’aria in questi giorni di primavera, dopo tanto tempo passato tra le mura delle proprie abitazioni.

In veste di sindaco e di responsabile della salute pubblica, ho, però, il dovere morale e istituzionale di evidenziare che solo ieri la nostra città ha registrato il maggior numero di contagi in assoluto. Non è questo il momento di allentare con le misure restrittive. E non nel nostro territorio. Rischieremmo di vanificare tutti i sacrifici fin qui fatti e soprattutto di peggiorare una situazione già fin troppo delicata. Nelle settimane scorse, con la possibilità di poter fare attività sportiva nei pressi delle proprie abitazioni, abbiamo già assistito all’uscita di intere famiglie e alla concentrazione di numerose persone negli stessi luoghi. Questo non possiamo permettercelo. Non in questi giorni. Non in questa fase. Chiedo quindi di restare ancora a casa. Tutti. Per il bene di tutti”.

Il primo cittadino ha poi voluto ricordare quanto disposto con il suo provvedimento, vigente fino al termine dell’emergenza e al pericolo di contagio: astenersi dalle attività motorie e da qualsiasi pratica sportiva svolte all’aperto, in luoghi pubblici e aperti al pubblico, fatta eccezione per i casi di necessità motivati esclusivamente da patologie, previa specifica certificazione medica; tutti i cittadini proprietari o comunque aventi la disponibilità di cani potranno accompagnare detti animali al massimo nel raggio di 500 metri di distanza dalla propria abitazione, con riferimento al tragitto più breve. Sono fatti salvi gli spostamenti nei termini e modalità consentiti dal DPCM dell’8 marzo 2020 (articolo 1 lettera a) richiamato dal DPCM 9 marzo 2020, che prevede che gli stessi siano giustificabili esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza con obbligo di esibire, a richiesta degli organi di vigilanza, l’auto-certificazione delle comprovate ragioni dello spostamento.

“Ribadisco – conclude Arena-  quanto concordato con l’ordine dei medici chirurghi in merito all’uscita di persone con patologie. Le certificazioni che verranno rilasciate da parte dei medici dovranno riguardare esclusivamente casi limitati e ben circostanziati, inerenti particolari patologie”.

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