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Coronavirus in Italia, il mistero sui pazienti zero di Codogno e Padova

“Siamo preoccupati per il numero di contagi che non hanno un chiaro collegamento epidemiologico, ad esempio che non hanno viaggiato in Cina né hanno avuto contatti con casi confermati", in queste parole del numero uno dell’Organizzazione mondiale della sanità si racchiude la paura che in queste ore serpeggia tra i tecnici e sanitari al lavoro per contrastare l’espandersi del focolaio da coronavirus SARS-CoV2 in Italia che ha già causato un morto in Veneto. Come emerso fino a questo momento, infatti, nessuna delle persone contagiate era mai stata in Cina prima di ammalarsi e anzi la maggior parte di loro non è uscita fuori dall’Italia negli ultimi mesi.

Coronavirus in Lombardia, si cerca paziente zero

In Lombardia, dove per ora si registra il maggior numero di casi, i contagi sembrano essere riconducibili al 38enne di Codogno (Lodi) ora ricoverato in gravi condizioni in terapia intensiva con una grave polmonite causata dal virus. L’uomo però non è mai stato in Cina e l’unica persona proveniente dal Paese asiatico con cui è entrato in contatto ravvicinato, un amico e collega di lavoro, è risultato negativo ai test sul nuovo coronavirus anche se resta in isolamento all'ospedale Sacco. L’uomo ha spiegato di non essersi mai ammalato a parte un leggero raffreddore mai sfociato in influenza. “Ancora non sappiamo da chi si è diffuso il virus. Non abbiamo la certezza di quale sia il caso indice, siamo nel buio" ha confermato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.

Coronavirus in Veneto, nessun contatto da portatore primario

La stessa situazione anche in Veneto dove i due pazienti padovani tra cui il 77enne deceduto non si erano mossi dall’Italia né erano a conoscenza di aver avuto contatti particolari e stretti con persone provenienti dalla Cina. "Questo caso fa ‘scuola' perché non c'è alcun contatto da portatore primario e quindi si può dire che questi tre casi che il virus è ubiquitario come accade per la sindrome influenzale che non si sa da chi la si è presa" ha spiegato il governatore del Veneto Luca Zaia.

Coronavirus in Italia, persone infette ma inconsapevoli

Secondo alcuni esperti questo potrebbe essere spiegato in tanti modi come col fatto che qualcuno che era infetto è guarito ma ha avuto il tempo di infettare gli altri o che semplicemente è sintomatico e quindi non è mai stato intercettato dai sanitari ma ha avuto la possibilità di creare il focolaio da coronavirus in Italia. Nonostante le rassicurazioni delle autorità locali e nazionali, e la parola d’ordine di non scatenare paura e ansie, il rischio è che possano esserci persone contagiate dal nuovo coronavirus in grado di infettare gli altri ma non consapevoli del pericolo e quindi potenzialmente pericolosi. Se fosse accertato questo quadro, potrebbe voler dire che le misure di contenimento mese in atto con la quarantena potrebbero non essere del tutto efficaci