Italy

Coronavirus, l’appello dei locali di Milano al sindaco: “Esenzioni fiscali e ammortizzatori subito, altrimenti è un disastro”

Cronaca

Coronavirus, l’appello dei locali di Milano al sindaco: “Esenzioni fiscali e ammortizzatori subito, altrimenti è un disastro”

Per via di un'ordinanza regionale i bar devono rimanere chiusi dalle 18 alle 6 del mattino: "Non contestiamo le decisioni prese dalla Regione, non abbiamo le competenze per farlo - si legge nella lettera aperta firmata da 50 gestori - ma chiediamo di considerare insieme all’urgenza sanitaria anche l’emergenza economica"

“Egregio Signor Sindaco, Le chiediamo di rappresentarci in questa emergenza che in pochi giorni ha catapultato l’intero settore del commercio, dei bar, degli spettacoli e degli eventi culturali in un baratro” Inizia così la lettera aperta firmata dai gestori di oltre 50 locali milanesi, che per via dell’emergenza coronavirus sono obbligati a restare chiusi dalle 18 alle 6 di mattina, come previsto dall’ordinanza della Regione Lombardia. Misure che “fanno tremare un sistema economico complesso e delicato”. Un appello comune per chiedere al Governo di essere inclusi nelle misure economiche a sostegno dei settori colpiti “per evitare un disastro in termini di fallimenti, posti di lavoro e riduzione del Pil cittadino oltre che regionale”.

Dalla Santeria al Magnolia, dal Cinemino alla Cascina Cuccagna, i gestori spiegano al sindaco: “Non contestiamo le decisioni prese dalla Regione, non abbiamo le competenze per farlo, anche se non comprendiamo alcune esenzioni attuate, ma quello che chiediamo in maniera accorata – sottolineano – è di considerare insieme all’urgenza sanitaria anche l’emergenza economica e sociale”. Da qui la richiesta di “attivare immediatamente ammortizzatori sociali e provvedimenti per azzerare gli adempimenti fiscali nell’immediato. Le chiediamo di far presente a Regione Lombardia e al Ministro della Salute l’importanza di stabilire regole chiare e ponderate per tutti gli operatori senza discriminazioni in un settore articolato come il nostro”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Liguria, 9 persone a Montemarcello dalla ‘zona rossa’: sono in isolamento volontario

next
meteo