Bruxelles. I leader europei concordano: dobbiamo comprare tempo per arrivare al giorno in cui i vaccini sconfiggeranno il Covid. Per questa ragione al termine del summit Ue in video conferenza la Commissione europea annuncia lo stanziamento di 220 milioni per aiutare i paesi più colpiti dalla seconda ondata trasferendo i pazienti in terapia intensiva negli ospedali di partner continentali con maggiori disponibilità. "Se non agiamo con urgenza - ha affermato Ursula von der Leyen - il virus metterà in ginocchio i nostri sistemi sanitari".

Dopo quattro ore di colloqui tra i capi di Stato e di governo, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha spiegato che "siamo tutti sulla stessa barca, siamo di fronte a una crisi seria, i numeri stanno aumentando dovunque in Europa e coesione e solidarietà sono fondamentali". Angela Merkel ha sottolineato l'importanza di mantenere aperti i confini interni all'Unione.

I leader hanno concordato sulla bontà delle linee guida proposte mercoledì dalla Commissione europea che puntano a una presenza massiccia di test rapidi (saranno forniti dalla Ue), a rendere interoperative le diverse app di tracciamento nazionali, all'armonizzazione dei tempi delle quarantene e alla messa a punto di piani nazionali per la distribuzione dei vaccini in modo da non perdere mesi nelle campagne vaccinali una volta che saranno autorizzati dall'Ema, probabilmente tra fine gennaio e inizio febbraio (gli effetti sulla curva del virus si dovrebbero iniziare a vedere in estate). Von der Leyen ha chiesto ai governi di inviare a Bruxelles i propri piani nazionali per la distribuzione dei vaccini. 

Nel corso del vertice ogni leader ha spiegato le misure adottate per contrastare la pandemia e dalle istituzioni Ue non è stata evocata l'ipotesi di un lockdown comune deciso a livello europeo (lo ha fatto un piccolo paese dell'Europa centro orientale, ma l'idea non ha avuto seguito). La chiusura, infatti, è ritenuta una misura estrema e di emergenza che ogni governo sa capire quando è il momento di far scattare in base alla curva nazionale dei contagi e alla capacità di sopportazione della popolazione. Ma un messaggio i premier se lo sono scambiato: è importante che ogni capitale agisca con determinazione appena arriva il momento, senza perdere giorni preziosi per fermare i contagi. Argomento - spiegano fonti europee - sul quale hanno battuto anche Merkel e Macron, che proprio mercoledì hanno annunciato lockdown nazionali.

Von der Leyen ha chiesto agli europei di "allentare i viaggi non necessari" così come qualsiasi altra attività non strettamente necessaria. In questa fase l'Europa evita di mostrarsi spaccata e spezzettata con le chiusure dei confini come avvenuto la scorsa primavera. Palazzo Chigi ha fatto sapere che l'Italia è favorevole a un coordinamento europeo. I leader probabilmente torneranno a discuterne in video conferenza tra due settimane.