Italy

Coronavirus, Lamorgese denuncia sindaco Messina Cateno De Luca. Lui: “Ministro, ci vediamo in Tribunale”

cateno de luca coronavirus
cateno de luca coronavirus

Coronavirus, Lamorgese denuncia sindaco Messina Cateno De Luca. Lui: “Ministro, ci vediamo in Tribunale” (nella foto Ansa: Cateno De Luca)

MESSINA – “Io la denuncia me la prendo perchè mi darà modo di difendermi nelle sedi opportune. Avete consentito di far passare dallo Stretto persone e mezzi senza le prescritte autorizzazioni e i controlli. Le prove ci sono perché abbiamo denunciato, anzi le forze dell’ordine hanno denunciato 10 persone non in regola, nonostante i presunti controlli a Villa San Giovanni. Ci vediamo in tribunale signor ministro”.

A dirlo in un videomessaggio il sindaco di Messina, Cateno De Luca, denunciato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per vilipendio, sostenendo che “Lo Stato vuole la testa del sindaco De Luca” perché “ha scoperchiato le vergogne di Stato”.

“Inoltre signor ministro – aggiunge – ho chiesto spiegazioni sul perché una Renault 4 ha attraversato il Paese ed è riuscita a sbarcare in Sicilia dove continua a scorazzare mentre noi siamo chiusi in caso. Lei ministro non ha dato spiegazioni e io ho definito questo un depistaggio di Stato. Tutto quello che è stato messo in campo dal governo di cui lei fa parte è stato costantemente violato. Ne parleremo in Tribunale: se questa denuncia è un avvertimento per il sottoscritto, ne prendo atto e vado avanti. Non è pensabile che chi sta sopra le nostre teste continui a dileggiare i comuni, i sindaci e la popolazione; anche a fronte della vergogna di un comunicato che lei ha fatto il 23 marzo sera nel quale ha dichiarato il falso: ha detto che era tutto a posto mentre noi abbiamo denunciato 10 persone e dalla mattina c’erano tutte quelle automobili a Villa San Giovanni. Il vostro comunicato ha omesso questo fatto nonostante quelle persone fossero sequestrate a Villa”.

Conclude il primo cittadino: “Lei continui a fare il suo mestiere, io farò il mio. Ci vediamo in tribunale”. 

Fonte: Agi