Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

“La filiera di trasformazione della mozzarella di bufala, Dop e non, ha subito un durissimo colpo a seguito dell’emergenza sanitaria, che ha comportato il fermo di alcuni canali distributivi e il food-service, provocando una diminuzione del mercato di oltre il 50%, con un’inevitabile crisi dell’intero comparto. Un danno che ha colpito in prevalenza i piccoli allevamenti, che continuano a sostenere per intero i costi di gestione nella loro interezza, rischiando di dover far fronte anche alla mancata raccolta del latte, con ripercussioni irreparabili per la componente zootecnica della filiera”. Lo denunciano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano e Gennaro Saiello.

“Con una nota – rivelano Saiello e Cammarano -  abbiamo chiesto che la Regione Campania rappresenti al tavolo della Conferenza delle Regioni e all’attenzione del Ministro delle Politiche Agricole le principali priorità di intervento. A partire dal potenziamento dei sistemi di controllo della tracciabilità del latte di bufala negli allevamenti, nelle strutture casearie e nelle celle di congelamento e stoccaggio in Campania. Riteniamo inoltre che si debba disporre con urgenza un’accelerazione nei pagamenti relativi al Piano di Sviluppo Rurale, prevedendo inoltre forme di indennizzo per gli allevatori in base al latte invenduto e promuovere presso la Grande distribuzione organizzata l’approvvigionamento di prodotti a base di latte di bufala. Sulle attuali criticità del comparto – ricordano i due consiglieri regionali - è intervenuto anche il ministero dell'Agricoltura, che ha temporaneamente modificato il disciplinare di produzione della Mozzarella di Bufala Campana, così da autorizzare il congelamento del latte di bufala e il suo utilizzo in tempi successivi per la produzione di mozzarella di bufala. Intervento non risolutivo considerato che oggi il consumo non assorbe più del 30-35% di quanto prodotto nello stesso periodo dell’anno 2019 e che i trasformatori, ove pure volessero continuare a congelare o liofilizzare il latte, non hanno più liquidità per poterlo acquistare”.