Italy

Coronavirus, morti altri cinque medici, ora sono 41 le vittime tra i camici bianchi. Borrelli negativo al tampone

Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli è risultato negativo al tampone per il coronavirus. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile sottolineando che Borrelli "attualmente continua ad accusare un lieve stato influenzale", ma continuerà a lavorare da casa rimanendo in costante contatto con il comitato operativo e l'unità di crisi.

L'entrata in vigore del nuovo decreto

Limitazioni o divieto di ingresso e di uscita dall'Italia. È questa una delle modifiche previste dall'ultima versione del decreto legge - pubblicato in Gazzetta ufficiale a mezzanotte e dunque a tutti gli effetti entrato in vigore da oggi - sulle restrizioni per il coronavirus. Nel testo si prevedono "limitazioni o divieto di allontanamento e di ingresso nei territori comunali, provinciali o regionali, nonché rispetto al territorio nazionale". Rispetto al testo approvato in Consiglio dei ministri compare l'accezione delle limitazioni e quindi non solo il divieto, ma la misura si estende anche ai confini nazionali. In seguito alle nuove disposizioni il capo della Polizia, Gabrielli, ha detto che cambierà ancora il modulo per l'autocertificazione. In Gazzetta ufficiale è stata anche pubblicata l'ordinanza che costituisce l'Unità medico-specialistica con 300 medici scelti dal capo della Protezione civile.

Sono 41 i medici morti

Si allunga l'elenco dei medici che non ce l'hanno fatta a causa dell'epidemia di Covid-19: i deceduti erano 33 ma ieri in tarda serata, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), è giunta notizia della scomparsa di altri tre camici bianchi, tutti di Bergamo e questa mattina altri due: Antonio Maghernino, medico di continuità assistenziale di Foggia, e Flavio Roncoli, medico pensionato di Bergamo. Ieri sera la tragica notizia della scomparsa di altri due medici, Marco Lera di Lucca e Santino Forzani di Novara. Aumenta anche il numero degli operatori sanitari contagiati: secondo gli ultimi dati dell'Istituto Superiore di Sanità, sono saliti a 6205, vale a dire più del 9% dei casi totali.

Il presidente Fnomceo Filippo Anelli ha pubblicato una lettera sul British Medical Journal a nome della federazione per chiedere di sbloccare immediatamente le forniture di dispositivi di protezione individuale ed eseguire test a risposta rapida, seguiti da tamponi, in maniera sistematica a tutti gli operatori sanitari nel pubblico e nel privato che mostrano sintomi di infezione da Covid-19 anche lieve e in assenza di febbre, o che sono stati in contatto con casi sospetti o confermati.

Le denunce di ieri

Salgono a 2.675.113 le persone controllate dall'11 al 25 marzo 2020, 115.738 quelle denunciate per inosservanza egli ordini dell'Autorità, 2.737 le denunce per false dichiarazioni a pubblico ufficiale; 1.233.647 gli esercizi commerciali controllati e 2.607 i titolari denunciati. Ieri, informa il Viminale, le Forze di polizia hanno controllato, in applicazione delle misure di contenimento del contagio, 202.188 persone di cui 5.774 sono state denunciate.


Gli esercizi commerciali controllati sono stati 92.445, denunciati 101 esercenti e sospesa l'attività di 23 esercizi commerciali.

Test nella residenza del papa

Dopo la notizia della positività al coronavirus di un prelato che vive a Santa Marta, la residenza dove abita anche papa Francesco, al momento il Vaticano non conferma la notizia del tampone a cui sarebbe stato sottoposto anche il Pontefice. Il monsignore italiano della Segreteria di Stato risultato positivo al test è ricoverato al Columbus, seconda struttura sanitaria Covid-19 di Roma. Lo scorso 3 marzo la Santa Sede aveva parlato di un raffreddore del Papa e si era diffusa la notizia che Francesco fosse stato sottoposto al test, ma anche in quel caso la notizia non era stata confermata.

La lotta alle fake news

Dopo lo scalpore suscitato ieri da una puntata del 2015 di Leonardo, programma scientifico Rai, in cui si parlava di un virus creato nei laboratori cinesi, circolata in rete per alimentare le teorie complottiste sull'origine del virus Andrea Martella riporta l'attenzione sulle fake news. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria scrive infatti su Twitter che "In questa sfida durissima contro il Coronavirus è in atto un'aspra battaglia parallela contro le fake news. È molto grave l'assenza di collaborazione di quella politica che non attende un secondo per gettare benzina sul fuoco ed alimentare tesi complottiste".

Il caso dell'italiano morto in Gran Bretagna

Luca Di Nicola, un 19enne originario di Nereto (Teramo), è morto dopo una settimana di febbre e tosse a Londra. Il ragazzo viveva nella capitale con la madre e faceva l’aiutocuoco, l'evoluzione della sua malattia è emblematrica dei problemi della gestione della pandemia: secondo la famiglia, la quale sospetta che si tratti di coronavirus, c'è stata una sottovalutazione dei sintomi ed errori.

L'emergenza case di riposo

Continuano le segnalazioni di situazioni allarmanti nelle residenze per anziani. Diciotto ospiti sui 21 presenti
nella casa di riposto di Bitti, nel Nuorese, sono risultati positivi al coronavirus. Cinque i casi riscontrati, invece, tra i 14 operatori sanitari della struttura. Negativi invece i nove tamponi del personale del 118 e medici di base entrati in contatto con loro, al momento della scoperta del primo contagio. È una situazione delicata quella degli ospiti della struttura contagiati - tutti ultraottantenni e alcuni ultranovantenni con altre patologie -, anche se al momento non  presentano particolari criticità. Stanno bene i cinque operatori sanitari contagiati: si trovano in quarantena e risultano asintomatici.